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22 marzo
Giornata Mondiale dell'Acqua
Iniziative di Legambiente e Federutility
20 23 maggio
Festival dell'Energia
L'energia spiegata Aris, Assoelettrica e la collaborazione di Federutility
03 04 giugno
Comunicatori e Giornalisti
corso di aggiornamento e formazione sull’energia, l’acqua e l’ambiente a cura di Federutility
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CCNL ELETTRICI, FIRMATA L’INTESA CON AUMENTO MEDIO DI 157 EURO
E’ stata sottoscritta nei giorni scorsi a Roma l’ipotesi di accordo tra Federutility, Assoelettrica, Enel, Terna, GSE e Sogin e le organizzazioni sindacali Filcem-Cgil, Flaei-Cisl e Uilcem-Uil per il rinnovo del CCNL unico del settore elettrico 18 luglio 2006. L’intesa, che interessa circa 60.000 dipendenti (di cui oltre 10.000 occupati presso le imprese associate a Federutility), sposta la vigenza del CCNL di 6 mesi, fino al 31 dicembre 2012, realizzando una copertura economica per complessivi 42 mesi, attraverso l’allineamento al 31 dicembre 2009 del precedente CCNL e una nuova durata triennale. L’aumento a regime concordato per il periodo è pari a 157 € sul parametro medio di settore 248,5, da erogarsi in 4 tranches: 40 € dal 1 marzo 2010; 45 € dal 1 gennaio 2011; 45 € dal 1 gennaio 2012; 27 € dal 1 luglio 2012. A copertura del periodo 1 luglio 2009-28 febbraio 2010 verrà inoltre erogato un importo una tantum di 360 € medie sul parametro 248,5. E’ infine prevista la corresponsione di 4 € a regime (2 dal 1 gennaio 2011, ulteriori 2 dal 1 gennaio 2012) in aggiunta alla contribuzione a carico del datore di lavoro a favore dei lavoratori iscritti ai Fondi pensione Complementare del settore. La parte normativa del CCNL, che realizza i principi contenuti negli accordi interconfederali sugli assetti contrattuali, comprende la condivisione di linee guida per la regolamentazione del diritto di sciopero nel settore, cui le parti sono impegnate ad addivenire entro un mese, nelle quali viene confermata la garanzia della salvaguardia della continuità del servizio e della sicurezza del sistema elettrico per tutte le tipologie di utenza in caso di sciopero. Per Federutility l’intesa raggiunta va considerata un risultato positivo, sia con riguardo alla stipulazione di un accordo unitario nonostante la presentazione di tre piattaforme sindacali separate, sia con riferimento alla coerenza della soluzione economica con le indicazioni dell’accordo interconfederale Confservizi del 18 novembre 2009. «L'intesa - è il commento del presidente di Federutility Roberto Bazzano - in linea con gli altri contratti dei settori industriali e realizzato con equilibrio tra le aziende e le parti sociali, se rispettato, consentirà anche un supporto alla ripresa dell'economia italiana». Preme inoltre sottolineare come i principi di tutela degli utenti contenuti nell’accordo in materia di sciopero, consentano alle imprese di instaurare e mantenere nel tempo relazioni sindacali più qualificate, stabili e meno conflittuali, contribuendo a realizzare le condizioni più adeguate per gli interventi strutturali necessari per lo sviluppo del settore elettrico a cui le nostre imprese saranno chiamate in questi anni.
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LEGAMBIENTE E FEDERUTILITY INSIEME PER LA GIORNATA MONDIALE DELL’ACQUA
La giornata mondiale dell’acqua sarà anche la giornata dell’acqua potabile. Quest’anno sarà celebrata in molte piazze d’Italia l’acqua di rubinetto, una ricchezza e una comodità che troppo spesso dimentichiamo o sottovalutiamo. All’iniziativa hanno aderito molte aziende associate alla Federazione: da Bologna a Potenza, da Chiavari a Potenza, da Vicenza a Bari (solo per citarne alcune), molte sono le iniziative che illustreranno il lavoro dei gestori dei servizi idrici in Italia. L’iniziativa è stata realizzata da Federutility e Legambiente, che insieme hanno invitato le aziende e i circoli territoriali dell’associazione a presentare e illustrare le caratteristiche dell’acqua del rubinetto: un bene preziosissimo eppure economico, disponibile ma non scontato. Un bene che necessita di controlli ad alto valore tecnologico, svolti dalle aziende e dalle autorità sanitarie centinaia di migliaia di volte all’anno. Nelle piazze delle nostre città saranno allestiti punti informativi dove reperire materiale che illustra in modo semplice ma accurato il valore dell’acqua del rubinetto, il sistema di controlli cui è soggetta e la convenienza rispetto a quella minerale. La valorizzazione dell’acqua del rubinetto, oltre che sfatare il luogo comune che vuole la potabile peggiore della minerale, consente alla collettività anche di “risparmiare l’ambiente”. Preferire l’acqua del rubinetto a quella imbottigliata, infatti, permette di non consumare bottiglie di plastica, imballaggi e combustibili per il trasporto (spesso su gomma). Il che si traduce in un minore conferimento di rifiuti agli impianti di trattamento: ci guadagna il cittadino e ci guadagna l’ambiente.
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ANCI, OK DEROGA GESTIONE ATO PER PICCOLI COMUNI
L'Anci e' favorevole alla proposta di risoluzione, presentata dal deputato Tommaso Foti, che consentirebbe ai Comuni con meno di 3.000 abitanti di derogare alla gestione unica del servizio idrico all'interno degli Ato. Finora, infatti, la legge consente solo ai Comuni fino a 1.000 abitanti di gestire in proprio il servizio idrico. Allo stesso tempo, pero', l'Associazione esprime ''forte preoccupazione'' per l'esistenza di proposte normative che sarebbero in contraddizione con questa disposizione, e ''per la situazione che si potrebbe venire a creare''. E' questa, in sintesi, la posizione espressa nei giorni scorsi dall'Anci, rappresentata dal Sindaco di Poggio Mirteto Fabio Refrigeri, nel corso dell'audizione alla Commissione Ambiente della Camera. Ai Commissari e' stato consegnato un documento con il quale si sottolinea innanzitutto che, alla luce dell'attuale dibattito sull'acqua come bene economico e sulle sue conseguenze, ''sembra piu' che mai necessario tutelare i Piccoli Comuni'', lasciando loro ''la scelta di aderire o meno alla gestione unica''.
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IRIDE + ENIA: LA NUOVA MULTIUTILITY NASCERÀ ENTRO APRILE
La nuova multiutility derivante dalla fusione tra Enia e Iride potrebbe vedere la luce prima della fine di aprile. E le azioni della nuova società potrebbero esordire in Borsa al più tardi a inizio giugno. A spiegarlo sono i due principali artefici dell’operazione, ovvero Roberto Bazzano, presidente di Iride e con ogni probabilità futuro presidente del nuovo gruppo, e Andrea Viero, amministratore delegato di Enia, che della nuova società dovrebbe essere direttore generale, citati da “Milano finanza”. “È mia opinione che si possa arrivare alla firma dell’atto di fusione prima delle rispettive assemblee in programma per fine aprile”, ha detto Bazzano. Nel frattempo, i due manager hanno incassato il via libera dei rispettivi consigli di amministrazione. In due note separate, i cda hanno spiegato che è possibile proseguire nel processo di fusione “alle condizioni previste dal progetto approvato dalle rispettive assemblee straordinarie nel mese di aprile 2009”. In sostanza, hanno confermato che non ci sono più ostacoli alle nozze che daranno vita alla più grande multiutility italiana dopo A2a. Soddisfatti anche i principali azionisti, ovvero i Comuni: il sindaco di Genova, Marta Vincenzi, quello di Torino, Sergio Chiamparino, e il primo cittadino di Reggio Emilia, Graziano Delrio hanno infatti incassato positivamente l’intesa sulla fusione. “I Comuni hanno sempre supportato l’operazione di fusione - scrivono i sindaci in un comunicato congiunto - consapevoli della necessità di creare una realtà con una massa critica significativa in grado di confrontarsi e competere con i grandi player nazionali ed europei”.
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LGH, I VERTICI AZIENDALI INCONTRANO I SINDACI. PASQUALI: “IN BORSA? NON SI SA MAI”
Linea Group, l’holding del Sud Lombardia, potrebbe entrare in Borsa. L’indiscrezione - pubblicata da alcuni giornali - è uscita a margine dell’incontro dei soci di LGH. «Non si sa mai», ha detto il suo presidente Andrea Pasquali. All’incontro erano presenti i sindaci di Cremona (Oreste Perri), Pavia (Alessandro Cattaneo), Lodi (Lorenzo Guerrini), Rovato (Andrea Cottinelli) e il vicesindaco di Crema (Massimo Piazzi). «Abbiamo fatto insieme il punto della situazione», ha commentato Perri. «Una normale riunione con i nostri soci, i ‘proprietari’», gli ha fatto eco Pasquali. Oltre che conoscersi, i sindaci hanno discusso con Pasquali dei progetti e delle strategie di LGH. A cominciare dall’ipotesi di partnership con Acegas-Aps, società quotata in Barsa. «Stiamo facendo uno studio di fattibilità per avere dati certi sui quali ragionare», ha confermato Pasquali. Nel caso l’alleanza con Acegas-Aps, grande quasi come LGH, dovesse andare in porto, la holding di via Persico potrebbe entrare in Borsa? «È presto per dirlo, ma non si sa mai», ha risposto Pasquali. La composizione oggi di Linea Group è la seguente: Aem Cremona 25,370%, Cogeme Rovato 31,218%, Astem Lodi 14,629%, Asm Pavia 14,792%, Scs Crema 14%. Nel corso del 2010, come si evince dagli allegati al bilancio di previsione del Comune, altre importanti operazioni potranno interessare l’assetto complessivo e la strategia di LGH. In particolare, verrà valutata un’ipotesi di conferimento in LGH di reti e impianti non ancora conferiti al fine di migliorarne la patrimonializzazione, includendovi anche la partecipazione di AemCom da parte di Aem. Di conseguenza, verranno pattuiti nuovi assetti di governance, per quanto riguarda Aem, la patrimonializzazione comporterà l’uscita del ramo distribuzione gas ed, eventualmente, del ramo idrico verso LGH.
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ASM VOGHERA, PRESENTATO IL PRE-CONSUNTIVO 2009 E ANNUNCIATE LE DIMISSIONI DI ROCCA E MUSTI
Doppio annuncio di Gianpiero Rocca e Filippo Musti, presidente e vice di Asm Voghera: risultato di bilancio ( con 1.900.000 euro netti di utile) e le rispettive dimissioni. Una copia del bilancio verrà distribuita solo nei prossimi giorni ai consiglieri comunali. Ma il presidente di Asm, Gianpiero Rocca, spiega: «Il bilancio pre-consuntivo è stato sottoposto all’assemblea dei soci che lo ha approvato. L’azienda ha cercato di andare incontro alle famiglie, anche alla luce del periodo di crisi che stiamo vivendo». «Abbiamo cercato di dare un contributo - interviene Musti - alle aziende vogheresi in un momento difficile». L’utile lordo, secondo Rocca, è di circa 4 milioni di euro. «Al netto delle tasse - prosegue Rocca - stiamo parlando un 1 milione e 900.000 euro. Teniamo conto che il risultato avrebbe potuto essere migliore se non avessimo avuto forti spese per l’installazione dei contatori elettronici». Queste nuove apparecchiature consentiranno di arrivare, gradatamente, ad eliminare la necessità di una lettura diretta del contatore. I dati relativi ai consumi elettrici dovrebbero essere registrati direttamente da Asm. «Diciamo - prosegue Rocca - che tutte le aziende del gruppo vanno bene. Speriamo che nel 2011 possano, finalmente, arrivare i primi utili dalla centrale di Torremenapace. Possiamo già dire che Asm Voghera si orienterà alla sfida delle energie rinnovabili. E’ in fase di costruzione un impianto per il fotovoltaico che sorgerà a fianco dell’attuale centrale di Torremenapace, e nel quale Asm è presente con il 50 per cento del capitale». Con la presentazione del bilancio, però, presidente e vice presidente colgono anche l’occasione per dare un annuncio che riguarda non tanto il loro ruolo di amministratori dell’ex municipalizzata, quanto i rispettivi incarichi di coordinatore cittadino del Pdl e di segretario cittadino della Lega Nord. «Siccome abbiamo intenzione di candidarci alle imminenti elezioni comunali - spiega Rocca - per dare un contributo serio al candidato del centrodestra, Carlo Barbieri, per correttezza daremo le dimissioni dai nostri incarichi dirigenziali in Asm. Siamo certi che, sino alla prossima assemblea dei soci prevista per il mese di giugno, l’azienda sarà in buone mani. Restano in carica tre componenti del consiglio di amministrazione, requisito richiesto dalla legge per il funzionamento dell’azienda. E poi, ovviamente, ci sono dei validi dirigenti».
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INCHIESTA AIM, PRESCRITTO IL REATO DI FALSO IN BILANCIO
Per la Procura della Repubblica di Vicenza, i bilanci di Aim sono stati alterati. «È evidente il danno provocato dalle false comunicazioni sociali ad Aim e al Comune di Vicenza, che ha acquistato una partecipazione e un ramo d'azienda (piattaforma di Marghera per trattare i rifiuti) senza avere chiari i valori del bene, essendo gli stessi dati contabili e di bilancio della propria società inattendibili e l'alterazione così rilevante da superare le soglie indicate». A scriverlo il procuratore Salvarani e il sostituto Falcone nella richiesta di archiviazione della posizione del consiglio d'amministrazione della municipalizzata Aim. Al contrario, i pm, inviando l'avviso di conclusione delle indagini, hanno manifestato l'intenzione di volere processare l'ex presidente Giuseppe Rossi, il geometra Carlo Valle e il commercialista Gianni Giglioli per il presunto concorso nella truffa aggravata ai danni del Comune e dello stesso Cda per l'acquisto del ramo d'azienda della piattaforma di Marghera che ha comportato finora una perdita di 11 milioni di euro ai cittadini di Vicenza. «Al termine delle indagini condotte da questo Ufficio risulta ampiamente documentato - scrivono i magistrati - il notevole divario tra i valori effettivi delle attività e quelli riportati nei bilanci di Aimeco-Aim Bonifiche, nonchè del valore della partecipazione in tale società, poi confluito nel bilancio di Aim Vicenza spa e nel bilancio consolidato del gruppo Aim Vicenza spa». Per i magistrati le indagini della polizia tributaria e della Finanza della procura hanno dimostrato che alcune poste rilevanti del valore di milioni di euro sono state indicate a bilancio in maniera illegale. «L'irregolare indicazione di tali poste - osserva l'accusa - assieme agli artifizi e alle false o incomplete rappresentazioni della realtà» delle imputazioni nei confronti di Valle, Rossi e Giglioli, «costituiscono altrettante condotte di induzione in errore ai danni dell'organo amministrativo di Aim Vicenza in ordine all'acquisto delle quote di Aimeco da Ecoveneta e all'esercizio del diritto d'opzione». Per Salvarani «è evidente» il danno provocato alle casse comunali dalle operazioni patrimoniali oggetto della maxi-inchiesta, ma «appare arduo dimostrare processualmente che un numero potenzialmente illimitato di soggetti, amministratori, dirigenti e membri del collegio sindacale di Aim, amministratori di società collegate o controllate, sindaco e funzionari del Comune di Vicenza, nonché i rispettivi consulenti, abbiano tutti consapevolmente alterato i bilanci». Insomma, l'inchiesta per il procuratore ha dimostrato «l'inerzia di tutti i citati soggetti nell'anomalo rapporto con l'Ente azionista, mancante di una struttura adeguata dedicata al monitoraggio e al controllo delle società partecipate. Tuttavia, in questo contesto appare difficile dimostrare che i predetti soggetti abbiano agito con l'intenzione di ingannare i soci e il pubblico, come richiesto dalla norma incriminatrice». Conclude sul punto la procura, l'azione penale «risulterebbe in ogni caso improcedibile per il reato di false comunicazioni sociali» perché prescritto.
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AQP: ARRIVA ACQU@LIGHT, LA FATTURA ON LINE
Acquedotto Pugliese introduce la fattura on line. L’innovativo servizio che consente al cliente di avere la fattura direttamente sul proprio pc, il giorno stesso della emissione e non più in forma cartacea, a mezzo posta ordinaria, ma con una semplice e-mail. Un servizio gratuito comodo, veloce e rispettoso dell’ambiente. La fattura on line ha lo stesso valore legale e fiscale di quella cartacea e tanti vantaggi: elimina gli accumuli di carta domestici dando la possibilità al cliente di creare un personale archivio informatico; elimina i tempi di consegna dando la possibilità di monitorare in tempo reale addebiti e consumi; elimina il rischio del mancato recapito postale; rispetta l’ambiente riducendo il consumo di carta e di emissione di CO2 nell’atmosfera. Aderire al servizio è semplice, basta accedere allo sportello on line dell’ Acquedotto Pugliese e seguire le semplici istruzioni. “L’iniziativa si inserisce - ha spiegato il Direttore Generale di Acquedotto Pugliese, Massimiliano Bianco - in “Acqua, semplicemente”, un progetto avviato nel 2007 con l’obiettivo di favorire lo sviluppo di innovative modalità di dialogo con i cittadini. Attività che hanno già portato reali benefici e che hanno riguardato, solo per citare le esperienze più significative: l'estensione della rete degli sportelli comunali on line, sportelli attivi presso i municipi, nati con la collaborazione delle Amministrazioni locali in cui è possibile accedere a tutti i servizi; la semplificazione dei processi di stipula dei contratti di somministrazione con l’addebito del contributo di allaccio, eventualmente dilazionato, direttamente in fattura consumi ad attivazione fornitura già avvenuta; iniziative di valutazione della soddisfazione dell'utente, come quella conclusasi il mese scorso; la promozione di accordi per favorire la domiciliazione bancaria e postale delle fatture; il servizio myaqpaggiorna, che consente di ricevere direttamente a casa, al proprio indirizzo di posta elettronica, tutta una serie di notizie utili: bandi e gare, opportunità di lavoro e informazioni sulle condizioni del servizio. Azioni concrete che testimoniano il grande impegno quotidiano profuso da Acquedotto Pugliese verso un servizio sempre più aderente alle reali necessità del territorio con servizi moderni e rispondenti alle esigenze più particolari”.
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L’ACQUEDOTTO PUGLIESE SI RIPRENDE LE QUOTE DELLA BASILICATA
Si chiama Aqp e sta per Acquedotto pugliese. Ma una parte delle sue azioni apparteneva alla Regione Basilicata. Ora non più. Questa settimana, infatti, la giunta regionale pugliese ha preso atto di uno schema di accordo tra la Regione Puglia, la Regione Basilicata, l’Acquedotto pugliese spa e l’Acquedotto lucano grazie al quale vengono definite le questioni pendenti da anni tra le due regioni e i due gestori del servizio idrico integrato. In particolare, spiega un comunicato, “attraverso lo schema di accordo vengono stabiliti i termini di trasferimento definitivo della partecipazione azionaria della Basilicata in Aqp alla Puglia, la titolarità e la gestione degli impianti di potabilizzazione nonché la definizione delle complessive partite creditorie e debitorie. Lo schema di accordo scaturisce a seguito di due riunioni svoltesi il 17 dicembre 2009 e il 3 febbraio 2010 del Comitato di coordinamento per l’attuazione dell’Accordo di programma tra la Basilicata, la Puglia e il ministero delle Infrastrutture e dei trasporti, durante le quali è stata autorizzata la separazione della gestione dei potabilizzatori di Camastra e Montalbano rispetto a quelli del Pertusillo, Locone, Fortore e Sinni e, in relazione a quest’ultima, si è preso atto dello schema di accordo”. Già dal 2004 le due regioni avevano sottoscritto atti di intesa finalizzati a definire il processo di trasferimento della partecipazione lucana alla Puglia. L’idea di fondo, infatti, è che la proprietà degli impianti venisse riconosciuta in capo alle regioni nei cui territori essi ricadono, mentre la gestione fosse affidata ai soggetti concessionari del servizio idrico integrato che li utilizzano in modo prevalente.
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NUOVI SPORTELLI APS A CORLEONE E CEFALÙ
Il gestore del servizio idrico integrato della provincia di Palermo aumenta la propria presenza sul territorio e rafforza le strutture di assistenza per rispondere ancora meglio alle esigenze dei clienti e delle amministrazioni locali. Con un comunicato, Acque potabili siciliane (gruppo Società acque potabili Torino) ha annunciato l’apertura dello sportello di Corleone, con il quale sono saliti a 14 gli sportelli fissi (Bagheria, Bompietro, Caccamo, Carini, Cinisi, Corleone, Lascari, Lercara Friddi, Marineo, Misilmeri, Partinico, Piana degli Albanesi, Pollina, Termini Imerese). Sono invece diventati otto gli sportelli itineranti a supporto dei cicli delle nuove bollettazioni nei 52 Com-uni gestiti (Alimena, Campofiorito, Camporeale, Castronovo di Sicilia, Cerda, Godrano, Roccapalumba, Terrasini). A breve, inoltre, Aps aprirà uno sportello a Cefalù, mentre a Termini Imerese e a Carini si appoggerà per gli uffici al pubblico sulla propria sede (e non sul municipio). Altri punti itineranti per assistenza e disbrigo pratiche, informa l’azienda, saranno aperti ogni volta che sarà necessario, per seguire l’emissione delle fatture o se richiesto dai sindaci per particolari esigenze. Tutti gli sportelli sono collegati al sistema informatico di Aps quindi l’utente, a prescindere dalla residenza, può svolgere ogni tipo di operazione presso uno qualunque degli sportelli aperti sul territorio. Lo “sportello telefonico” risponde invece al numero verde 800.103344, attivo per informazioni, segnalazione guasti, reclami, contratti e volture.
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ACQUE SPA, A PISA LA PREMIAZIONE DEL CONCORSO FOTOGRAFICO “ACQUA IN UN ISTANTE”
Ecco le opere vincitrici del concorso fotografico “Acqua in un istante” indetto da Acque SpA, l’azienda che gestisce il servizio idrico integrato nel Basso Valdarno, in collaborazione con il circolo fotografico L’Occhio Sensibile e con la raccomandazione della Federazione Italiana delle Associazioni Fotografiche, avente per tema e soggetto principali l’acqua. Sezione A (Acqua in un istante): 1° classificata, “Un dono prezioso” di Andrea Briscoli da Fano (PU); 2° classificata, “Essenza di mare” di Nicola Esposito da Camalò (TV); 3° classificata, “In India 2” di Ivo Demi da Asciano Pisano (PI). Sezione B (Acqua nel Basso Valdarno): 1° classificata, “La forza del Serchio” di Valerio Desideri da Livorno; 2° classificata, “Mare d’acqua” di Gisella Molino da Carignano (TO); 3° classificata, “Lo Scolmatore” di Fabio Becorpi da Pontedera (PI). Questo l’esito del lungo e paziente lavoro della giuria composta da Giorgio Tani, presidente onorario FIAF, Carlo Delli, fotografo e scrittore, Nicola Crisci, delegato provinciale FIAF Pisa, Francesco Pondrano, del circolo fotografico L'Occhio Sensibile e Pierpaolo Pernici, del circolo fotografico Uliveto Terme. I giurati hanno preso visione delle oltre 3000 fotografie fatte pervenire dai 920 concorrenti, provenienti da tutta Italia: una straordinaria dimostrazione di partecipazione per appassionati della fotografia e non, testimoniato anche dall’apprezzamento dei concorrenti stessi attraverso e-mail di ringraziamento e sostegno. Tra le opere ammesse, oltre le vincitrici, la giuria ha segnalato altre 13 foto per la sezione A e 6 per la B. L’insieme di tutte queste opere è da oggi visibile sulla foto-gallery del sito . La premiazione e la presentazione del catalogo multimediale della manifestazione, contenente le opere vincitrici, segnalate ed ammesse, si svolgerà alla vigilia della prossima Giornata Sabato 20 Marzo alle ore 15:30 presso la sala “Titta Ruffo” del Teatro Verdi a Pisa.
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HERA, IL CAMPER ECOLOGICO NEL RAVENNATE PER PRESENTARE LE NUOVE OFFERTE
Per essere sempre più vicini ai propri clienti, ritornano a Lugo e nei Comuni limitrofi del ravennate le presenze del camper ecologico di Hera, un mezzo alimentato a pannelli solari e interamente autosufficiente dal punto di vista energetico. Si tratta di un vero e proprio sportello clienti itinerante, che incontra “a domicilio” i cittadini e offre loro un'ulteriore opportunità di dialogo con l'azienda. Al camper è possibile rivolgersi per avere informazioni sui servizi gestiti da Hera ed effettuare tutte le operazioni contrattuali/commerciali tipiche di un normale sportello. Il camper si va così ad aggiungere allo sportello clienti già presente in ognuno dei quattro Comuni dove farà tappa. Presso lo sportello itinerante inoltre è possibile conoscere anche le offerte per il mercato libero che Hera mette a disposizione nel campo dell’energia e del gas. Il ventaglio di proposte commerciali che Hera ha pensato per i suoi clienti si è infatti arricchito della nuova tipologia di offerta “CasaDolceCasa” rivolta alle famiglie. L’offerta propone per almeno 12 mesi uno sconto del 10% sulla componente energia elettrica definita trimestralmente dall’Autorità per l’energia elettrica e il gas e le condizioni economiche di tutela per la fornitura di gas naturale definite dalla medesima autorità: si tratta quindi un’offerta vantaggiosa e trasparente.
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AEEG, CONSIAGRETI PREMIATA PER LA SICUREZZA
Nei giorni scorsi, l'Autorità dell'Energia elettrica e il gas (AEEG) ha ufficializzato l'assegnazione dei premi ai distributori coinvolti dal nuovo sistema di incentivi e penalità sul servizio di distribuzione del gas. Tra i virtuosi anche ConsiagReti che sui dati relativi alle verifiche 2008 ha ricevuto oltre 322mila euro. E’ il terzo anno consecutivo che la società del Gruppo Consiag riceve incentivi al termine delle verifiche dell’AEEG sui dati di sicurezza e continuità del servizio di distribuzione del gas (nel caso di ConsiagReti oltre 1.400 km di rete gestita). Un riconoscimento, questo, che colloca l’azienda al quarto posto nella classifica nazionale degli incentivi in larga parte (oltre 265mila euro) ottenuti sui dati relativi alla riduzione delle dispersioni e che conferma l’alto grado di sviluppo tecnologico e organizzativo del servizio fornito dall’azienda. Per gli utenti si tratta di un’ulteriore garanzia (certificata) della sicurezza degli impianti di distribuzione che, se realizzati e gestiti nel rispetto delle normative, rigorose in questo settore, evitano pericolose dispersioni e fughe di gas. Il sistema messo a punto dall'Autorità prevede infatti due diverse componenti: la prima premia la riduzione delle dispersioni di gas; la seconda prevede un incentivo collegato al grado e al controllo di odorizzazione del gas. Due aspetti fondamentali in termini di sicurezza: il gas naturale, infatti, è di per sé privo di odore, ed è quindi necessario aggiungere apposite sostanze per conferirgli un odore caratteristico che consenta di individuarne facilmente la presenza ed evitare così eventuali esplosioni o intossicazioni. L'accesso agli incentivi fra l'altro è consentito solo ad aziende che già rispettano ulteriori requisiti di qualità, tra cui l'accuratezza e affidabilità del servizio di pronto intervento, con registrazione di tutte le chiamate telefoniche e la definizione e attuazione di procedure aziendali per ciascuna delle attività rilevanti per la sicurezza.
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ACEA, BOND DECENNALE DA 500 MILIONI
L’emissione del bond decennale da 500 milioni di Acea, deliberato dal consiglio di amministrazione del 17 febbraio scorso e in attesa del lancio entro il 10 marzo, avrà un rendimento pari al mid swap a 10 anni maggiorato di uno spread di massimi 130 punti base. Lo si legge nel verbale della riunione del consiglio di amministrazione, reso pubblico dalla società nei giorni scorsi. I bookrunner dell’operazione sono Banca Imi Intesa San Paolo, Bnp Paribas, Mps, Unicredit Banca, Mediobanca. Il termine entro il quale Acea potrà emettere il prestito obbligazionario è entro il «10 marzo 2010 se reso possibile dalle condizioni di mercato per complessivi massimi 500 milioni di euro». Sul fronte della governance, la società sta lavorando per trovare una soluzione nei rapporti con GdfSuez. Il 25 marzo è stato infatti fissato come data ultima della trattativa.
GRUPPO GELSIA, APPROVATO IL PIANO INDUSTRIALE 2010/2012
L’Assemblea dei Soci del Gruppo Gelsia - AEB, ASML, MBM, GSD, SIB, ASSP, ASPES - ha approvato nei giorni scorsi il Piano Industriale 2010/2012, destinato ad indirizzare le attività del Gruppo nel prossimo triennio. Il Gruppo Gelsia è il primo operatore multibusiness della Provincia di Monza e Brianza, uno dei principali operatori in Lombardia e tra i primi trenta players a livello nazionale. Relativamente alla distribuzione di gas metano infatti Gelsia è il primo operatore in Brianza in termini di numero di abitanti serviti (circa 348.000), attraverso 1.459 Km di rete. Anche nel settore igiene urbana, il Gruppo si attesta al primo posto nella neonata provincia per numero di abitanti serviti (circa 281.500), grazie ad una radicata presenza sul territorio. Nel settore energia invece il Gruppo Gelsia risulta come secondo operatore in provincia, occupando comunque la quinta posizione a livello regionale. “Il Piano Industriale 2010-2012 ha come obiettivi principali il generare valore nel territorio in cui il Gruppo opera attraverso sostanziali investimenti - dichiara il Presidente di Gelsia Dario Ghezzi - e migliorare la posizione competitiva di Gelsia nel panorama delle utilities lombarde. L’approvazione di questo importante strumento strategico rappresenta infatti un’ulteriore, fondamentale tappa lungo la strada del radicamento in Brianza, condizione essenziale per poter operare con successo in un mercato costantemente in crescita, ma caratterizzato da relazioni concorrenziali sempre più aggressive”. Al fine di consolidare la propria posizione all’interno del mercato energetico, nei prossimi mesi il Gruppo Gelsia attuerà alcune operazioni che permetteranno di migliorare le efficienze e le sinergie industriali. Per quanto riguarda la gestione finanziaria si prevede per l’intero periodo 2010/2012 una generazione di flusso di cassa di 30 milioni di euro circa e investimenti tecnici per un valore di 34,7 milioni, così ripartiti: 13,4 mln € per la distribuzione del gas, 1,8 mln € per la distribuzione di energia elettrica, 9,1 mln € per cogenerazione e teleriscaldamento, 5,9 mln € per investimenti nel settore dell’igiene ambientale e 4,5 mln € per l’acquisto di nuove tecnologie.
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TEMPO DI BILANCI - AMG GAS PALERMO CHIUDE CON UN UTILE DI 929MILA EURO
L’assemblea degli azionisti di Amg gas Palermo ha approvato il bilancio di esercizio 2009. La società controllata da Edison (80%) e partecipata da Amg energia (20%) ha fatto registrare ricavi da vendite nel 2009 per 52.276.919 milioni di euro e un margine operativo lordo pari a 1,866 milioni di euro. L’esercizio si chiude dunque con un utile netto pari a 929mila euro. L’anno passato Amg gas ha visto il consolidamento del proprio business con un incremento nella vendita del gas metano soprattutto nel segmento delle famiglie. “L’attività di marketing e vendita - si legge in una nota aziendale - ha generato nel corso del 2009 un incremento dei clienti residenziali (+1.563 clienti rispetto al 2008) anche grazie a iniziative promozionali sul libero mercato”. Nel corso dell’esercizio i volumi di gas venduti hanno registrato un incremento passando da 72,087 milioni a 72,623 milioni di metri cubi (+535mila metri cubi). Capitolo perdite: da settembre 2009 la controllata siciliana di Edison, in sinergia con la società di distribuzione locale, si è impegnata in un’attività di riduzione del fenomeno delle perdite di rete che proseguirà nel corso del 2010. Attività che sta già dando i primi frutti: Amg energia, su segnalazione di Amg gas, ha infatti effettuato controlli che hanno portato alla scoperta di molti prelievi abusivi, pari a circa 155mila metri cubi di consumo fraudolento stimato solo negli ultimi due mesi del 2009. E, con un occhio al futuro, l’azienda fa sapere che il 2010 vedrà un ulteriore sviluppo soprattutto nelle aree di nuova metanizzazione (Montelepre, Grisi e Camporeale) e l’inizio della commercializzazione di nuove offerte gas, abbinate a offerte di energia elettrica rivolte a tutta la clientela. Allo stesso tempo, Amg gas accrescerà la presenza sul territorio anche attraverso l’apertura di un nuovo sportello a Montelepre e convenzioni con le banche locali per favorire, in aggiunta al call center, dei punti di riferimento “fisici” con i clienti.
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BRESCIA, ARRIVA IL COMMISSARIO E L’ATO SI RICOMPONE
Il commissario ad acta alla fine si è imposto. L’Ato bresciano da oggi è un ente la cui giurisdizione si impone su tutta la provincia ovevro sui 206 Comuni. Adesso «si potrà lavorare in modo organico, stabilendo priorità e definendo gli interventi» come sottolinea Stefano Dotti, presidente del cda dell’Ato. Il Consorzio dovrà gettare le basi del Piano delle opere pubbliche, capendo dove e come investire. Ma non è tutto: l’intenzione è quella di istituire una sorta di tracciabilità delle risorse investite, «in modo da verificare lo stato dell’arte dei fondi erogati e le modalità di impiego». Sui timori per nuove possibili divisioni Dotti afferma che «l’Ato è e rimane espressione dei sindaci, dei Comuni. L’acqua non è stata svenduta». La sottolineatura è un messaggio indirizzato a chi, dopo l’entrata in vigore del Decreto Ronchi, ha urlato allo scandalo per la presunta «privatizzazione dell’acqua», con corollario di «aumento insopportabile delle tariffe». Marco Zemello, direttore dell’Ato, prova da tempo «a spiegare che quanto previsto dalla nuova legge non equivale a consegnare il sistema idrico provinciale in mani private. Oggi - riferisce - nel Bresciano operano tre grandi gestori, ovvero A2A, AOB2 e Garda Uno: questi ultimi due, oggi interamente in mano pubblica, dovranno avere una partecipazione privata di almeno il 40%. Ci sarà quindi una gara, ma questa riguarderà la gestione del servizio, non la proprietà delle strutture». Per A2A, società mista pubblico/privato, il discorso è diverso: «L’ex municipalizzata - continua Zemello - potrebbe mantenere gli affidamenti diretti della gestione, ma per farlo dovrebbe scendere a massimo il 30% di partecipazione pubblica entro il 2015. Ma - si chiede Zemello - è davvero pensabile che A2A faccia questa scelta solo per mantenere invariata la sua posizione a livello di gestione idrica?». Sulle nuove tariffe Dotti anticipa tutti: «non prevedo aumenti indiscriminati - chiosa - ma, eventualmente, adeguamenti tariffari che, è bene dirlo, serviranno a sostenere gli investimenti dell’Ambito ottimale. Continuo a ripeterlo: non ci si può chiamare fuori salvo poi chiedere una mano per affrontare le spese di adeguamento della propria rete idrica. Comunque - sottolinea Dotti - stiamo pensando a privilegiare i Comuni virtuosi, oltre che a riconoscere un premio alle aree montane».
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ATO TORINO: RIDUZIONE DELLE TARIFFE DELL’ACQUA PER LE FAMIGLIE IN DIFFICOLTÀ
A partire dal primo gennaio del 2010, le circa 40mila famiglie residenti in provincia di Torino che si trovino in difficoltà economica possono godere di una riduzione della tariffa del servizio idrico. La conferenza dell’Autorità d’ambito torinese 3 (Ato acque) ha stabilito infatti che i nuclei familiari con indicatore Isee (l’insieme di parametri per determinare la situazione economica del nucleo e l’oggettivo grado di difficoltà) inferiore o uguale a 9mila euro possono richiedere l’agevolazione per l’uso domestico dell’unità abitativa di residenza. La riduzione tariffaria tiene conto anche del numero dei componenti del nucleo familiare, in modo da favorire le famiglie numerose, ed è articolata in questo modo: 20 euro all’anno per i nuclei da una a tre persone, 30 euro per gli altri. “Le famiglie che non vivono particolari problemi economici subiranno un aumento annuo molto contenuto, compreso tra i 3 e i 15 euro - commenta l’assessore provinciale all’Ambiente, Roberto Ronco - che consente di proseguire negli investimenti programmati producendo un effetto redistributivo importante sul piano dell’equità sociale”.
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COSTITUITA L’ASSOCIAZIONE DEI 150 ENTI LOCALI PER LA GESTIONE PUBBLICA DELL’ACQUA
Sabato 6 marzo gli oltre 150 enti locali che aderiscono al Coordinamento “Enti locali per l’acqua bene comune e la gestione pubblica del servizio idrico” si sono costituiti in associazione con lo scopo di rendere più efficace la loro azione in difesa dell’acqua pubblica. La costituzione è avvenuta nel corso di un’assemblea nazionale a Roma. Al Coordinamento, nato nel maggio 2009 a Palermo, aderiscono più di 150 comuni e province, di centrodestra e di centrosinistra, uniti dalla convinzione che preservare la proprietà e la gestione pubblica dell’acqua anche attraverso la definizione del servizio idrico quale servizio pubblico privo di rilevanza economica rappresentino principi fondamentali per il buon governo locale.
IL COMUNE DI ROMA NON PRIVATIZZERÀ L’ACQUA
Il comune di Roma “non privatizzerà l’acqua”. Lo assicura l’assessore al Bilancio Maurizio Leo. “Si tratta di un settore strategico che intendiamo mantenere pubblico - spiega l’assessore -. Prima di ogni decisione occorre che ci sia un quadro giuridico chiaro. Siamo ancora in attesa che il governo adotti il regolamento di attuazione del decreto Ronchi. A livello comunale seguiamo con attenzione l’evolversi della situazione”.
BELLUNO, DEMANIO IDRICO: PROVINCIA SUBENTRA ALLA REGIONE
La giunta regionale del veneto ha approvato nei giorni scorsi la delibera sul demanio idrico alla Provincia di Belluno. Per il presidente Gianpaolo Bottacin «Il documento approvato per la nostra terra è un risultato storico. Abbiamo ottenuto quello che altri non sono stati capaci di ottenere». «Alle mille chiacchiere del passato - ha aggiunto Bottacin - abbiamo preferito un lavoro serio, silenzioso e che alla fine ci ha premiato. Ricordo che proprio io, durante il mio mandato in Consiglio regionale, avevo combattuto la battaglia per il 3% delle bollette a favore delle comunità montane. Un’operazione che aveva portato oltre dieci milioni di euro ai nostri territori». Da Venezia, l’assessore De Bona, aggiunge che «con questo provvedimento viene meno il contenzioso aperto dalla Provincia contro la Regione: vertenza che durante una certa fase aveva irrigidito le parti. L’attivazione di un comitato paritetico e le iniziative messe in atto dal nuovo governo provinciale hanno permesso di raggiungere l’obbiettivo in maniera condivisa. Ora manca solo l’approvazione da parte della giunta di Palazzo Piloni che si riunisce domani». La Provincia di Belluno, dal 1. gennaio 2009, è titolare della gestione del demanio idrico nell’ambito del proprio territorio. Subentra inoltre nella titolarità dei rapporti giuridici già della Regione. Ad essa è attribuita la competenza in materia di concessioni di grandi e piccole derivazioni d’acqua, istanze di riconoscimento e concessioni di ricerca, estrazione e utilizzazioni di acque sotterranee con la tutela del sistema idrico sottoterra. L’ammontare dei canoni idrici saranno incamerati tutti dalla Provincia, circa 6 milioni e mezzo all’anno a partire dal 2006. De Bona è soddisfatto per il risultato raggiunto «che ha visto la concertazione di diversi assessorati, atto finale di una impegnativa attività di dialogo».
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NAPOLI, ACQUA PRIVATA A PROCESSO DOPO LA PROTESTA DEI PARROCI
Si terrà il 25 maggio prossimo, al tribunale di Napoli, la prima udienza del processo civile alla gestione dell’acqua da parte della società privata Gori spa, che detiene il servizio idrico in decine di Comuni della provincia. Lo ha reso noto il Comitato civico per la difesa dell’acqua pubblica, sorto a Nola (Napoli), e promotore dell’iniziativa giudiziaria. L’obiettivo dei ricorrenti è ottenere dai giudici la revoca della concessione del servizio idrico integrato rilasciata alla Gori dall’Ato 3. “A questo punto solo i giudici possono liberarci dalle catene dei rincari ingiustificati, dei prezzi stellari e delle continue inefficienze: l’acqua deve tornare ai comuni”, sostiene Luigi Conventi, uno dei fondatori del comitato. Interessante il fatto che a Nola la protesta contro la gestione privata del servizio idrico sia guidata, tra gli altri, da sei parroci. Uno di loro, don Alfredo Scibelli, sacerdote della parrocchia del Collegio, si è posto alla testa del movimento, formato da migliaia di utenti che da anni si rifiutano di pagare l’acqua. Il parroco, con un gesto simbolico e clamoroso al tempo stesso, ha scelto di non pagare le bollette per la fornitura idrica alla sua chiesa e a tutti i locali annessi alla parrocchia. L’azione di protesta è sostenuta anche dalle quaranta associazioni di volontariato che compongono il consorzio La tenda dell’incontro, presieduto dall’avvocato Lucia Casaburo.
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NUOVO GESTORE PER L’ACQUA DI AOSTA. TARIFFA UNICA A 1,12 EURO
Novità per l’acqua della Val d’Aosta. Entro il 2013 la gestione dell’erogazione ai 65mila valdostani (circa metà della popolazione regionale) che abitano nel capolugo e in 13 comuni limitrofi sarà gestita dal nuovo ente Monte Emilius Piana di Aosta che applicherà un’unica tariffa di 1,12 euro al metro cubo. Lo ha deciso il Consiglio dell’associazione dei comuni L’Eve che ha dato vita a quello che, tecnicamente, viene definito un Sotto ambito territoriale ottimale (sub Ato), come prevede la legge regionale sul servizio idrico integrato. “Siamo di fronte a un cambiamento storico per la Valle d’Aosta nel rapporto tra i cittadini e un bene di primissima importanza come l’acqua - ha spiegato il presidente dell’associazione Paolo Cheney - sempre gelosamente gestita da ogni singolo comune”. La struttura, composta dai Comuni di Aosta, Aymavilles, Brissogne, Charvensod, Sarre, Gressan, Fenis, Jovencan, Nus, Pollein, Quart, Saint-Christophe, Saint-Marcel e Saint-Nicolas erogherà 5 milioni di metri cubi di acqua potabile e gestirà 330 chilometri di reti acquedotto e altrettanti di sistema fognario, quattro impianti di depurazione principali (Brissogne, Saint-Marcel, Nus, Fenis) e 22 impianti di depurazione minori. Tutti i servizi oggi gestiti dalle amministrazioni in forma singola passeranno entro l’anno 2013 al sub Ato con una gestione finale in tutto autonoma. Gli investimenti previsti per il periodo 2010-2013 ammontano a 29.845.000 euro, finanziati attraverso risorse regionali, e otto milioni finanziati attraverso risorse comunali.
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SIRACUSA, IL GESTORE SAI 8 SI DIFENDE DALLE ACCUSE
Il gestore dell’Ato 8 Siracusa Sai 8 spa ha respinto al mittente le accuse provenienti dagli amministratori locali che imputano all’azienda di aver fatto pochi investimenti. Il presidente, Riccardo Lo Monaco, espressione della parte pubblica della società, rivendica il suo ruolo con forza. Gli amministratori delegati Monica Casadei e Marzio Ferraglio, che rappresentano invece la società privata Saccecav, sottolineano che ai privati conviene investire e se non possono farlo non è colpa loro. «Abbiamo subito attacchi strumentali. Vogliamo sgomberare qualsiasi dubbio - ha spiegato Lo Monaco - su quanto scritto o detto in quest'ultimo periodo, evidenziando il ruolo, i compiti e soprattutto le responsabilità di Sai 8. Tutto ciò nel pieno rispetto dei cittadini di questa provincia, utenti del servizio di trasporto dell'acqua che noi garantiamo attraverso le strutture esistenti. L'acqua resta pubblica perché tutte le fonti di approvvigionamento sono di proprietà del pubblico. La Sai 8 gestisce il servizio che garantisce il trasporto dell'acqua dai pozzi ai serbatoi fino ai rubinetti di casa e poi alla depurazione. La tariffa è stabilita dal pubblico ed è nostro obbligo applicare quei costi». Presentati documenti ed un elenco dei progetti in corso d'opera o in attesa di autorizzazioni. «Ci sono progetti per oltre 65 milioni di euro distribuiti in tutta la provincia - ha sottolineato Marzio Ferraglio -. Oggi sono partiti solo quelli del depuratore di Palazzolo e di Siracusa, progetti che non superano i 5 milioni e mezzo di euro. Gli altri attendono le approvazioni dal Consorzio Ato o le autorizzazioni dall'ex Arra a Palermo. Inoltre, pur avendo dato la nostra disponibilità ad avviare i lavori con la nostra quota parte del 47 per cento siamo stati diffidati dal farlo». Sul tema delle morosità e del rapporto con gli utenti, Lo Monaco ha sottolineato che l’azienda agisce «secondo quanto previsto dal contratto. Nei casi limite di morosità si procede al distacco soltanto dopo 240 giorni di silenzio dell'utente avvisato, durante quel periodo, con ben tre lettere di sollecito. Soltanto dopo il 240esimo giorno e gli ulteriori 15 giorni a disposizione dell'utente, si procede al distacco della fornitura. Sai 8, per dimostrare che guardiamo al cittadino come un utente da rassicurare, invia delle comunicazioni in quei casi di rilevazioni di consumi anomali. Siamo cioè noi stessi a consigliare l'utente di verificare il buon funzionamento della propria rete domestica».
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PAVIA, L’ATO: “OCCORRE RIVEDERE IL SISTEMA SIN QUI STUDIATO”
Non solo il decreto Ronchi. Da queste parti la riflessione sul tema della gestione e delle infrastrutture del servizio idrico integrato sono ampie. Per la provincia di Pavia si era deciso negli scorsi anni di dividere il servizio di gestione della rete idrica (in sostanza, gli investimenti) da quello di erogazione dell’acqua potabile. Il primo era andato a Pavia Acque, società patrimoniale che comprende anche le Asm. L’Aato con Pavia Acque ha stabilito gli interventi da fare, migliorie, investimenti, lavori grossi. Nuove opere per 88 milioni di euro. Ma investimenti totali oltre i 770 milioni di euro. Il secondo servizio, l’erogazione, è rimasto alle 12 società del territorio. L’idea di dividere in due il “mondo acqua” era un obbligo stabilito dalla legge regionale della Lombardia del 2006. Lo è stato fino al primo gennaio 2009, quando con nuova legge l’obbligo diventa possibilità. Poi la Corte costituzionale ha deciso: il servizio non si può dividere. Tutto da rifare insomma. A questo si è poi aggiunto più di recente il decreto Ronchi. Una volta creata Pavia Acque la fase successiva doveva essere dare corpo a una seconda società che si occupasse di far uscire l’acqua dai rubinetti di ogni casa, ma anche di quei lavori non inseriti nel Piano d’ambito. Ma nel novembre scorso la gara per l’assegnazione fu sospesa. Vista la sentenza della Corte costituzionale e visto il decreto Ronchi. Parlando di “gestione dei servizi pubblici locali”, stabilisce due possibilità di assegnazione: si può dare la gestione a imprenditori o società con una gara pubblica o a società di partecipazione mista, pubblico e privato insieme. Non meno del 40 per cento a quest’ultimo, che deve avere lo status di socio, ma con compiti precisi, non può essere solo una presenza, messa lì per rispettare la legge. Per salvaguardare il più possibile l’esistente si potrebbero raggruppare tutte le società che si occupano di gestione (da Asm all’Acaop di Stradella). Poi inserire un socio privato, da scegliere con gara pubblica. Ma potrebbe essere Pavia Acque questo contenitore in cui inserire una costola privata? No. Il nuovo comma 9 dell’articolo modificato dal decreto Ronchi specifica che le società ma anche le imprese che oggi gestiscono un servizio pubblico locale e si occupano di reti e impianti e non di erogazione, non possono prendersi in gestione anche altri servizi. Possono però rimettersi in gara per quello che già facevano. Lo conferma Giampiero Acciaioli, direttore generale dell’Aato, l’organo pubblico di controllo. «Bisogna cambiare la mission di Pavia Acque, deve diventare una società di scopo - dice Acciaioli - un veicolo di finanziamenti fatti dall’erogatore del servizio che si possono ammortizzare in tempi lunghi». Sciogliere del tutto Pavia Acque significherebbe far ricadere i mutui già avviati sui Comuni che hanno ceduto le loro singole reti al “macro contenitore”. «E gli investimenti sarebbero bloccati fino a che l’assemblea dei soci non deciderà quale piano di gestione adottare», dice Acciaioli. Per questo ancora non è stata presa una decisione. «Aggiungo anche un altro ragionamento - dice il direttore generale di Aato - il servizio idrico deve trovare un soggetto finanziatore. Quale dei due modelli verrà finanziato dalla Regione»?
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SOLOFRA (AV), LA GESTIONE ALL’ATO 1 E 3: ATTESA LA CONVENZIONE TRA ENTI
Si è svolto nei giorni scorsi l'incontro per definire gli aspetti tecnico-gestionali dell'impianto di Solofra (AV), la cui gestione spetterà all'Ato 1. L'idea del presidente Antonio Festa è quella di definire una gestione autonoma dei due depuratori. L'impianto di trattamento chimico-fisico di Solofra dovrà dunque assumere un proprio ruolo e rientrare nella competenza esclusiva dell'Ato 1. Invece, per la struttura biologica di Mercato San Severino, il ruolo sarà assunto dall'Ato 3. Il presidente dell'Ato 1 punta anche a coinvolgere il commissario straordinario per l'emergenza del bacino Sarno, il generale Roberto Jucci. Tuttavia, per arrivare ad un assetto definitivo occorre anche portare avanti il confronto, avviato dall'Ato 1, con le forze sindacali e imprenditoriali. L'ente d'ambito irpino ottiene, agli inizi di febbraio, dalla Regione Campania il riconoscimento di competenza diretta sul depuratore di Solofra, vista la ricaduta nel territorio dell'ambito Calore Irpino. Mercato San Severino, invece, rientra con proprio impianto nell'area di pertinenza dell'Ato 3. Tra i due enti occorre la stipula di una convenzione per stabilire i reciproci rapporti per la futura gestione del complesso depurativo. L'accordo va poi comunicato alla Regione. Il trasferimento della gestione del complesso depurativo all'impresa Cogei, nella fase transitoria, risponde, dunque, alla finalità di poter sopperire a tutti gli adempimenti amministrativi necessari per il passaggio successivo ai due Ato. In vista di ciò, la Regione Campania sollecita un'intesa fra i due enti d'ambito interessati. Intanto, gli imprenditori conciari lamentano da qualche giorno la lievitazione dei costi del trattamento delle acque reflue, come risulta dalle ultime fatture inviate dal complesso depurativo.
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ATO MESSINA, LA PROCURA APRE UN’INCHIESTA
Una serie di atti, relativi alla passata gestione dell'Ato idrico e della Sto, la segreteria tecnico operativa dell'Ambito territoriale ottimale per il Servizio idrico integrato, sono stati acquisiti nei giorni scorsi, per conto della Procura della Repubblica di Messina, dalla sezione di polizia giudiziaria della Polizia di Stato. I documenti sono stati richiesti nella sede dell'Ato Acque Messina, al Palazzo ex Iai della Provincia, nell'ambito di un'indagine avviata a seguito delle denunce di alcuni sindaci su presunti "sperperi" di denaro pubblico collegati a quel Servizio idrico integrato la cui gestione a Messina - e in altre province siciliane - non è mai decollata. Tra le altre falle dell’ente, la mancata approvazione di tutti i Bilanci dal 2005 al 2008. E tutto questo nonostante i costi della "Sto" fossero negli stessi anni di alcuni milioni (compresa l'anticipazione delle quote alla gran parte dei Comuni!) e la mancanza dei revisori dei conti. Il Collegio è stato insediato, a fine 2009, dall'Amministrazione Ricevuto. A breve avverrà l'insediamento dei nuovi vertici, il neo presidente Santalco e il neo dirigente tecnico Trovato, e soprattutto - ineludibile - la presentazione all'assemblea dei sindaci di "tre anni di bilanci"
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ARQUATA SCRIVIA (AL), 2 DENUNCE PER FURTO D’ACQUA
Rubavano acqua dell'acquedotto pubblico, caricandola su un'autocisterna. Due dipendenti di una nota azienda di spurghi della zona, M.G. di 47 anni e F.D.A. di 50, sono stati segnalati all'autorità giudiziaria per avere sottratto più volte acqua della rete Arquata Scrivia. Più persone, residenti e frequentatori dell'area le Vaie, dove è situato anche un piccolo centro commerciale, avevano notato quell'autocisterna attingere acqua da un idrante rosso, destinato all'utilizzo esclusivo di vigili del fuoco e protezione civile, in caso di emergenza o incidente. La segnalazione dei prelievi sospetti è però arrivata nell'ufficio di polizia municipale, coordinato dal comandante Fabrizio Repetto. Gli agenti hanno quindi condotto una breve indagine e l'altro giorno una pattuglia si è appostata nei pressi dell'idrante ed è riuscita a cogliere sul fatto i due dipendenti della ditta. E' quindi scattata la denuncia per furto aggravato di un bene pubblico. Dalle prime verifiche, sembrerebbe emergere come il prelievo venisse effettuato dai due uomini ad esclusivo scopo personale, utilizzando però un'autocisterna della ditta per la quale lavorano e che, al momento, sembrerebbe estranea ai fatti. Non è stato però ancora chiarito quale utilizzo specifico ne facessero. Si ipotizza che abbiano prelevato dalla rete idrica cittadina diverse centinaia di litri di acqua potabile. L'autorità giudiziaria deciderà quindi se proseguire con l'incriminazione e sottoporre a processo i due uomini.
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APRILIA (LT), L’ATO 4 DECIDERA’ LINVESTIMENTO PER IL MINI DEPURATORE
Il depuratore del Comune di Aprilia (LT) torna nell’agenda dell’Ato4. E’ attesa infatti la decisione della segreteria tecnica che inserirà gli argomenti all’ordine del giorno della prossima conferenza dei sindaci dell’ambito territoriale in programma nei prossimi giorni. L’argomento che interessa Aprilia riguarda la costruzione del piccolo depuratore “mobile” senza il quale le nuove palazzine in costruzione non possono avere l’autorizzazione allo scarico della Asl. Il depuratore esistente può smaltire i liquami fino a 60 mila abitanti. E siccome il tetto massimo è stato già raggiunto, consentire lo scarico di altri appartamenti può voler dire mandare in tilt la depurazione e provocare situazioni di inquinamento delle acque che vanno a scaricare in mare. La questione nei giorni scorsi è stata oggetto di dure polemiche tra il presidente della Provincia Armando Cusani e gli amministratori del Comune di Aprilia. In pratica il presidente Cusani nel corso di un incontro svolto ad Aprilia con gli imprenditori, ha raccontato che nell’ultima conferenza dei sindaci dell’Ato4 era stato bocciato il finanziamento del depuratore mobile per consentire l’allaccio alla fogna delle nuove abitazioni del centro urbano, per le posizioni ideologiche del sindaco di Aprilia e perché i cittadini di Aprilia non pagano le bollette. Il sindaco D’Alessio denunciò l’atteggiamento ricattatorio nei confronti di Aprilia e chiese perché queste ritorsioni non venissero esercitate anche verso altre città che hanno un tasso di morosità equivalente a quello di Aprilia. In seguito è intervenuto il vicesindaco Antonio Terra che ha accusato l’Ato4 di interruzione di pubblico servizio di prima necessità. La decisione della segreteria tecnica dell’Ato4 sembra ora volta a stemperare la polemica. Bisognerà vedere però se l’assemblea dei sindaci sarà disposta a rivedere le posizioni assunte con il blocco degli investimenti su Aprilia. Il presidente Cusani nell’incontro apriliano disse che avrebbe fatto opera di persuasione. Ma forse potrebbero anche aver pesato le dichiarazioni di D’Alessio all’assemblea del comitato dell’acqua pubblica dove ha minacciato che se l’Ato4 non fosse ritornato alla convenzione originaria con Acqualatina, Aprilia si sarebbe ripresa gli impianti.
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TARANTO, COMUNE E LAGAMBIENTE CHIEDONO I DANNI PER LA CATTIVA DEPURAZIONE
Anche Legambiente, dopo il Comune di Taranto, chiede i danni per lo sversamento sulla battigia delle acque reflue urbane provenienti dall’impianto di depurazione Gennarini. A rispondere di getto pericoloso di cose sono i funzionari dell’Ente autonomo Acquedotto pugliese Mauro Spagnoletta, Mario Distefano e Vincenzo Salinaro, i rappresentanti dell’Associazione tempora nea d’imprese affidataria del servizio di conduzione, manutenzione, controllo e custodia dell’impianto di depurazione Leonardo Gentile e Giuseppe Rotunno, i direttori tecnici dell’impianto nominati dall’Ati Francesco Salatino e Felice Maraglino, i dirigenti comunali Antonio Liscio, ex responsabile del Settore Lavori Pubblici del Comune, Santo Barracato, ex responsabile della Direzione gestione patrimonio e lavori pubblici, e Cosimo Borsci, ex capo servizio tecnico della stessa Direzione. Il Comune di Taranto si era già costituito parte civile con l’avv. Pasquale Annicchiarico chiedendo un risarcimento di un milione di euro. Nei giorni scorsi è stata la volta di Legambiente che tramite l’avv. Eligio Curci ha chiesto un risarcimento danni pari a 2 milioni di euro. Il dirigente comunale Baraccato è accusato anche di innovazioni non autorizzate sul demanio marittimo e nella fascia di rispetto dal confine demaniale (articoli 54 e 55 del codice della navigazione). Il depuratore Gennarini fu sottoposto a sequestro probatorio dai militari della Capitaneria di Porto il 20 gennaio del 2005. Il decreto esecutivo, che portava la firma dell’allora procuratore aggiunto Franco Sebastio e dei pubblici ministeri Filomena Di Tursi e Antonella Montanaro, riguar dava tutte le strutture, compresi l’impianto di sollevamento costiero per lo scarico dei reflui e il manufatto in cemento armato destinato allo scarico diretto sulla battigia. L’inchiesta fu avviata in seguito a una denuncia presentata dall’ex consigliere comunale Nello De Gregorio. Dal vecchio scarico a mare, parallelo alla condotta sottomarina, non sarebbero fuoriuscite acque perfettamente depurate a norma di legge. Il 16 settembre del ’98, i carabinieri del Noe disposero il sequestro probatorio, con facoltà d’uso, di 16 depuratori in funzione nel capoluogo e in alcuni Comuni dell’hinterland. Ed anche in quel la occasione si parlò di inadempimenti contrattuali, strutture inadeguate e sversamento di liquami non conformi ai limiti con sentiti. I liquami sarebbero stati sversati in mare a causa del malfunzionamento del depuratore e del mancato funzionamento delle pompe di sollevamento dell’impianto di pompaggio della condotta sottomarina. Nei giorni scorsi funzionari dell’Acquedotto hanno chiesto di definire la propria posizione con una oblazione. La decisione del giudice monocratico è attesa per il 19 aprile.
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AVELLINO, L’ALTO CALORE AVVIA LA “RIVOLUZIONE DELLE BOLLETTE”
L’Alto Calore prepara la rivoluzione delle bollette. Gli utenti non pagheranno più il canone trimestrale ma l’effettivo consumo d’acqua. L’eliminazione del canone comporterà modifiche nei contratti e nei rapporti con l’utenza. L’abbattimento del canone fisso servirà, soprattutto, ad evitare che le fasce deboli siano le più penalizzate dall’applicazione della tariffa dell’acqua. Proprio per questo, sono state studiate nuove fasce di consumo in base alle quali saranno emesse le bollette per far pagare agli utenti l’effettivo consumo, senza costi aggiuntivi. È stato il direttore generale, Eduardo Di Gennaro, a fare chiarezza, in una conferenza stampa, sulle polemiche relative al superamento del cosiddetto «minimo impegnato». «La delibera Cipe numero 52 - spiega Di Gennaro - stabilisce che il canone per il nolo contatore deve assumere la denominazione di quota fissa, che deve essere ridefinita in modo da consentire un ricavo all’ente gestore. Nel caso in cui si riscontrino ancora differenze tra ricavi e fatturato, il gestore può recuperare la somma necessaria attraverso un proporzionale aumento delle tariffe dei diversi scaglioni di consumo». Un’altra novità riguarda il nolo contatore. «L’Alto Calore - aggiunge Di Gennaro - ha introdotto questa voce fra i diritti accessori della bolletta visto che i misuratori, di proprietà della società, sono solo in uso e anche per procedere alla progressiva sostituzione del parco contatori per ragioni di natura tecnica ed economica, in quanto i vecchi modelli perdono di precisione con conseguenti ricadute in termini di mancati introiti. L’utente, quindi, non paga il contatore ma il fitto con un importo irrisorio». Nell’ottica della trasparenza, inoltre, è stata introdotta l’autolettura. «Gli operatori provvedono alla lettura dei contatori ogni sei mesi - spiega Di Gennaro - per evitare le letture calcolate sui consumi storici, gli utenti possono comunicare il consumo reale attraverso l’autolettura da trasmettere nei giorni che precedono l’emissione della fattura. A tal fine, in ogni bolletta viene indicato quale sarà il consumo stimato sulla fattura successiva». Rispetto alle polemiche sollevate sul riordino del personale con le 36 promozioni, il presidente Maselli assicura: «Non sono state fatte dietro sponsorizzazioni politiche ma sulla base di titoli reali e nella massima trasparenza». Maselli dice basta a strumentalizzazioni e ad attacchi che gettano fango e screditano la società. «Siamo vittime di una turbativa di mercato che arriva in un momento molto delicato - dice Maselli - entro la fine dell’anno l’Ato sarà chiamato ad individuare il soggetto gestore del servizio idrico. L’Alto Calore, che per 127 Comuni tra Avellino e Benevento svolge il servizio interamente, dalla captazione alla distribuzione dell’acqua dai rubinetti, si candida a rivestire questo ruolo. Purtroppo, però, ci ritroviamo quotidianamente a lottare contro strumentalizzazioni politiche e forme di ostruzionismo, a partire dal blocco dei finanziamenti da parte della Regione. Nonostante questo, andiamo avanti con determinazione. Abbiamo ereditato una situazione difficile e, con una politica di contenimento dei costi, abbiamo ripianato il bilancio grazie all'impegno di tutti, a cominciare dai dipendenti che non sono affatto dei fannulloni».
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BIOMASSE, LA COMMISSIONE UE DETTA LE REGOLE
Nei giorni scorsi la Commissione Ue ha dettato le regole sulle biomasse. Con un rapporto in cui sono contenuti i requisiti di sostenibilità ambientale per l'uso delle biomasse solide e gassose per la produzione di energia elettrica, calore e freddo, la Commissione ha voluto raccomandare agli stati membri di adottare criteri omogenei, ispirati ai principi di sostenibilità ambientali delineati dalla relazione. Ciò anche per evitare il rischio che criteri diversi e incompatibili tra loro ostacolino gli scambi tra gli stati membri e imbriglino lo sviluppo del settore delle bioenergie. Tra i criteri individuati c'è il divieto di coltivare biomasse su terreni convertiti da foreste o ad alto tasso di carbonio o ad alta biodiversità; una metodologia comune per il calcolo delle emissioni serra che potrebbe essere utilizzata per far sì che l'utilizzo delle biomasse consenta di evitare almeno il 35% dei gas serra rispetto alla distribuzione di energia prodotta da fonti fossili. Limite che dovrebbe essere poi portato al 50% nel 2017 e al 60% nel 2018 per i nuovi impianti; la differenziazione dei regimi di sostegno nazionali al fine di favorire l'efficienza energetica; e, infine, il controllo dell'origine delle biomasse. Bruxelles raccomanda di applicare questi criteri in particolare agli impianti per la produzione energia elettrica o termica superiori a 1 MW. Le indicazioni, per il momento non obbligatorie, potranno essere utilizzate dagli stati membri nella redazione dei loro piani d'azione nazionale per l'energia rinnovabile che dovranno consegnare a giugno. Dopo aver ricevuto i piani e analizzato i sistemi nazionali in fase di sviluppo, la Commissione esaminerà, nel 2011, la necessità di misure aggiuntive, quali appunto criteri di sostenibilità ambientale comuni a tutta l'Ue. «Una valutazione sulla situazione a livello Ue - ha detto il commissario Ue per l'energia, Günther Oettinger - è prevista tra 18 mesi per determinare se è il caso di introdurre norme obbligatorie».
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DIRETTIVA DELL’AUTORITÀ - BOLLETTA PIÙ SEMPLICE E UGUALE PER LUCE E GAS
La bolletta dell’energia diventa più semplice. E sarà uguale per elettricità e gas. Per facilitare il controllo dei consumi, della spesa e la lettura, verrà infatti introdotto uno schema di bolletta più chiaro, corredato di spiegazioni e uguale per le diverse fonti di prelievo energetico. È quanto prevede la Direttiva per l’armonizzazione e la trasparenza dei documenti di fatturazione dell’Autorità per l’energia. Le nuove bollette, dunque, conterranno anche informazioni aggiuntive per agevolare i clienti nel rapporto con i fornitori: per esempio, come inoltrare un reclamo, come procedere in caso di mancato o tardivo pagamento del dovuto e così via. Inoltre, forniranno alcune note sulle fonti utilizzate per la produzione di elettricità e la tipologia degli impianti (idroelettrici, a carbone, a olio combustibile o a gas). La novità riguarda sia le famiglie sia clienti non domestici di piccole dimensioni. Per consentire alle imprese di vendita di adeguare i propri sistemi di emissione bollette, il nuovo schema dovrà essere adottato entro la fine di quest’anno e comunque per tutte le bollette da emettersi dal primo gennaio 2011. “La nuova bolletta trasparente vuole rafforzare le garanzie per i clienti finali - ha sottolineato il presidente dell’Autorità, Alessandro Ortis, - contribuendo a rendere le scelte dei consumatori sempre più informate e le voci della spesa energetica sempre più chiare”. Per facilitare la lettura, i clienti finali riceveranno una bolletta composta da un quadro sintetico e un quadro di dettaglio. La nuova direttiva, spiega l’Autorità, è stata emanata al termine di un processo di consultazione e confronto partecipato, che ha coinvolto anche gli operatori del settore e le Associazioni dei consumatori, e ha incluso la realizzazione di un’indagine demoscopica per conoscere le opinioni di diverse categorie di cittadini interessati.
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GSE, DAL PRIMO MARZO OPERATIVA NUOVA STRUTTURA ORGANIZZATIVA
Dal primo marzo e' operativa la nuova struttura organizzativa del Gestore dei Servizi Energetici, la holding pubblica guidata dall'amministratore delegato Nando Pasquali, che opera per la promozione e lo sviluppo delle fonti rinnovabili. Il riassetto societario, si legge in una nota, e' coerente con l'accresciuto sviluppo del perimetro delle attivita' del Gse assegnate da leggi e normative emanate dal Ministero dello Sviluppo Economico e dall'Autorita' per l'energia elettrica e il gas. Nell'ultimo triennio il Gse ha visto crescere significativamente la propria platea di interlocutori e i relativi servizi da erogare, che interessano un settore di riferimento che va dalla Pubblica Amministrazione al singolo cittadino. La nuova organizzazione si articola in due macroaree organizzative: la divisione operativa e la divisione gestione e coordinamento generale, rispettivamente affidate a Gerardo Montanino e Vinicio Mose' Vigilante. Nello specifico, la divisione operativa comprende le direzioni: Studi, statistiche e servizi specialistici, affidata a Costantino Lato; Gestione energia, affidata a Gennaro Niglio; Ingegneria, retta ad interim da Gerardo Montanino; Commerciale e Attivita' regolatorie, affidata a Luca Barberis. La divisione Gestione e Coordinamento, che ha anche la responsabilita' delle relazioni esterne, comprende le direzioni: Amministrazione, Finanza e Controllo, affidata a Giorgio Anserini; Risorse umane e Servizi Generali, affidata a Vinicio Mose' Vigilante; Sistemi Informativi, affidata a Erasmo Bitetti. Completano l'organigramma la direzione Audit, affidata ad Antonio Tomassi, e le funzioni Segreteria Societaria e Affari Legali, a staff dell'Amministratore Delegato.
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SUPERATI I MILLE MEGAWATT FOTOVOLTAICI. ITALIA SECONDA IN EUROPA
C’è sempre più sole nell’energia elettrica italiana. Il settore fotovoltaico nel nostro paese, infatti, ha raggiunto un nuovo traguardo superando la soglia di un gigawatt (mille megawatt) di potenza installata. I circa 70mila impianti certificati in esercizio, con una produzione di energia pari a 1.300 GWh su base annua, possono infatti fornire energia elettrica a quasi 500mila famiglie (vale a dire un milione 200mila persone, corrispondenti circa alla popolazione dell’intero Friuli Venezia Giulia), con un consumo annuo di 2.700 kWh. Lo comunica il ministero dello Sviluppo economico. Con il primo Conto energia, il sistema di incentivi per la diffusione degli impianti fotovoltaici varato nel 2005, sono stati promossi impianti per una potenza complessiva installata di 165 megawatt. Poi dal 2007, con l’avvio del secondo Conto energia, sono stati incentivati altri 835 megawatt. Considerando la potenza installata in un anno, pari a 574 megawatt nel 2009, l’Italia raggiunge ora il secondo posto nella classifica dei paesi europei, preceduta solo dalla Germania. “Dopo i risultati positivi del settore delle energie rinnovabili registrati nel 2009, questo nuovo traguardo è molto significativo per la nostra strategia energetica e, al tempo stesso, incoraggiante dal punto di vista economico e industriale - ha detto il ministro dello Sviluppo economico, Claudio Scajola. - In un anno difficile come quello appena concluso, il settore del solare ha infatti retto bene e, anzi, ha contribuito a sostenere la ripresa”. A oggi tra produttori, distributori e installatori di sistemi e componenti per l’industria fotovoltaica nazionale sono attive circa mille imprese, molte delle quali di nuova creazione, con un fatturato complessivo che per il 2009 è stato stimato in almeno 2,5 miliardi di euro. Ormai sono più di 20mila le persone occupate, in modo diretto o indiretto, nel settore fotovoltaico. “I dati del Gse, la holding pubblica energetica che sostiene lo sviluppo delle fonti rinnovabili attraverso l’erogazione di servizi e incentivi per la produzione elettrica, - ha aggiunto il ministro Scajola - fotografano un vero e proprio boom del settore e rilevano che con il solo fotovoltaico si evita la produzione di 875mila tonnellate di CO2 e si riduce il consumo di combustibili fossili di 0,23 milioni di tonnellate equivalente petrolio”.
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MA SLITTA ANCORA L’APPROVAZIONE DEL NUOVO CONTO ENERGIA
Conto energia e Linee guida per l’autorizzazione unica: tutto rimandato. Slitta ancora la presentazione da parte del governo del nuovo sistema di incentivi per il fotovoltaico, molto atteso dagli operatori del settore. La Conferenza unificata, che avrebbe dovuto dare il via libera ai due provvedimenti, inizialmente prevista per il 25 febbraio, è stata infatti rimandata a nuova data non ancora fissata. Forte è la preoccupazione espressa dalle aziende produttrici di pannelli per la produzione di energia fotovoltaica, associate ad Assosolare, che lanciano l’allarme: gli investimenti sono a rischio così come i nuovi posti di lavoro creati grazie agli incentivi e al boom del settore. Insomma, “il mercato rischia la paralisi”. Questa, in estrema sintesi, la conseguenza nefasta, secondo l’associazione, derivante dalla mancata approvazione in tempi brevi del decreto che regolerà il nuovo Conto energia a partire dal 2011. Le aziende, inoltre, avrebbero bisogno di regole e tempi certi. Secondo Assosolare, il comparto del fotovoltaico necessita infatti di una normativa chiara, con un orizzonte temporale di medio-lungo termine, adeguato ai tempi di progettazione e costruzione degli impianti. “In questo modo anche le banche potrebbero avere maggiori garanzie e sostenere così, al meglio, gli investimenti che richiedano capitali ingenti. E’ molto difficile - prosegue la nota - che si formi una solida industria italiana del settore senza una garanzia di continuità, con il rischio di rinunciare a un importante settore della green economy italiana, uno dei pochi comparti ad alto potenziale di crescita in tempi di crisi economica ancora da superare”.
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REGIONE LOMBARDIA, BANDO DA 15 MILIONI PER L’UTILIZZO DELLE RINNOVABILI
La Giunta regionale della Lombardia ha approvato, su proposta dell'assessore alle Reti, Servizi di Pubblica utilità e Sviluppo sostenibile Massimo Buscemi, due bandi per la diffusione dell'energia solare e per l'utilizzo delle fonti rinnovabili negli edifici pubblici. I bandi sono finanziati dalla Regione e dal Ministero dell'Ambiente con 15 milioni di euro. Beneficiari i Comuni e i loro Consorzi, le Comunità montane, le Province, le Aler, le Fondazioni e le Aziende pubbliche. "L'individuazione degli edifici oggetto dell'intervento - ha spiegato l'assessore Buscemi - avverrà a seguito di una selezione pubblica effettuata da Regione Lombardia in accordo con il Ministero dell'Ambiente". Il primo bando - per la diffusione di impianti ad energia solare - ha una dotazione di 9 milioni: 7 per l'installazione di impianti solari termici e 2 per progetti basati sull'impiego della tecnologia solare, cioè soluzioni innovative che utilizzano il sole per produrre, ad esempio, acqua calda o vapore ma non energia elettrica. Per il secondo bando - per l'utilizzo delle fonti rinnovabili in edilizia - sono stanziati 6 milioni: 5 milioni per interventi di riqualificazione energetica e 1 per la realizzazione di uno o più edifici a emissioni zero. I bandi, il cui contributo massimo non potrà superare il 50% del costo complessivo, saranno disponibili nelle prossime settimane, cioè appena ci sarà il via libera del Ministero dell'Ambiente.
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ENERGRID, SERVIZIO “CONTACORRENTE” PER MISURARE I CONSUMI
Energrid Spa, società controllata dal Gruppo Gavio che opera dal 2001 nella vendita di energia elettrica, ha presentato nei giorni scorsi il servizio "ContaCorrente", una novità all’interno del mercato elettrico italiano. Grazie a un dispositivo digitale di facile installazione (viene eseguita dal cliente stesso), la fornitura di energia elettrica è accompagnata dalla possibilità di visualizzare in tempo reale sul display il valore indicativo dell’energia consumata. In Europa, il sistema è già utilizzato da più di 600.000 utenti e offre loro la possibilità di conoscere e quindi ottimizzare i propri consumi di energia elettrica. L’obiettivo è consumare meglio per spendere meno (e ridurre le emissioni di CO2). Il progetto consente di mettere l’intelligenza tecnologica al servizio del consumatore e, in questo caso, anche dell’ambiente, visto che il risparmio energetico va di pari passo con la tutela e la salvaguardia delle risorse naturali. "Con il Conta Corrente - spiega Paolo Golzio, AD di Energrid - vogliamo mettere i nostri clienti in condizione di poter ridurre in modo significativo il costo dell’energia in un concetto di ottimizzazione a 360°. Questo significa da un lato partire da un prezzo competitivo e dall’altro indicare al cliente come e quanto sta consumando".
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SICILIA, LOMBARDO: NUOVO PIANO ISPIRATO A SICUREZZA E CONVENIENZA
Il nuovo piano energetico della Regione siciliana sara' adottato come un regolamento di quello approvato nel marzo 2009. E sara' ispirato a due criteri-guida: sicurezza e convenienza. Le linee generali della politica energetica siciliana sono state tracciate dal presidente Raffaele Lombardo al convegno, che si e' tenuto nei giorni scorsi a villa Malfitano a Palermo, sul tema ''Sicilia, verso una nuova politica energetica''. La scelta di introdurre correttivi e innovazioni al piano esistente nella forma del regolamento deriva dalla necessita' di evitare intoppi amministrativi che posso appesantire l'attuazione delle nuove iniziative decise dal governo regionale. Poi c'e' il problema della sicurezza. ''C'e' l'impegno -ha detto Lombardo- di assicurare elevati standard di sicurezza. Questo vale per l'eolico, quando viene prodotto da megaimpianti, e vale per il nucleare. L'idea del governo era quello di affidare le scelte a un referendum popolare. Ma siccome l'Assemblea regionale si e' ritrovata all'unanimita' sulla posizione del no, ne abbiamo preso atto e questa e' diventata la linea della Sicilia''. Poi c'e' il tema della convenzienza che Lombardo ha riportato non solo, ma in particolar modo, all'energia eolica. ''I dati sono per ora controversi'', ha osservato. ''E' anche vero che i gestori pagano roylties ai Comuni oppure locazioni ai proprietari dei terreni. Ma noi vogliamo vedere chiaro anche sugli 'extra', sul rischio cioe' di illegalita', e sulla riduzione di valore dei beni immobili su cui dovrebbero essere sistemate le pale eoliche. Vanno quindi tenuti presenti tutti i dati sulla effettiva convenienza degli investimenti e sulle conseguenze anche ambientali''. Con riferimento alle fonti energetiche tradizionali, Lombardo ha ricordato che negli anni '50-60 in Sicilia il ruolo dell'industria petrolchimica va riletto anche in chiave storico-politica per capire meglio quale influenza abbia avuto nella vita pubblica. Ma vanno valutati anche gli effetti prodotti dalle attivita' fortemente inquinanti. ''Si sono perdute -ha detto- vite umane, si sono sviluppate patologie collegate all'inquinamento ambientale, il sistema sanitario ha dovuto sostenere un costo elevato''.
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DUE CENTRALI FOTOVOLTAICHE IN PUGLIA GRAZIE A SUNPOWER E K6
SunPower e K6 Sas si associano per la costruzione di due centrali fotovoltaiche da 1 megawatt in Puglia. La costruzione delle due centrali, che sorgeranno a Casamassima e a Conversano, sara' completata per il mese di agosto 2010. L'energia fotovoltaica pulita e rinnovabile generata dalle centrali sara' utilizzata localmente e dara' il suo contributo alla rete elettrica nazionale italiana. ''La cooperazione con SunPower e' in linea con la nostra strategia per lo sviluppo di centrali solari altamente efficienti " ha dichiarato Luciano Di Filippo di K6. ''L'efficientissimo tracker di SunPower ci consentira' di raggiungere un livello ottimale di produzione energetica, soddisfando il nostro modello finanziario di riferimento nei tempi previsti e ci aiutera' a spingere le energie rinnovabili". Presso le localita', SunPower installera' i propri pannelli e la tecnologia di proprieta' SunPower T20 Tracker. Il Tracker segue il cammino del sole durante la giornata e fornisce il 30% di energia in piu' rispetto ai sistemi ad inclinazione fissa; occupa un'area di dimensioni dimezzate rispetto ai convenzionali tracker a due assi, producendo la stessa quantita' di energia. Le fondamenta prefabbricate, non interrate, in cemento armato minimizzano l'impatto ambientale. Il monitoraggio in tempo reale da remoto e' abilitato dal Tmac Advanced Tracker Controller di SunPower. ''Questi due ultimi impianti, progettati e costruiti per K6, rendono possibile l'ampliamento del nostro portafoglio di progetti per centrali solari in Italia'', ha affermato Luca Bandini, General Manager di SunPower Italia. ''SunPower ha sfruttato la propria esperienza globale nel campo delle centrali elettriche per diminuire i costi della tecnologia T20 Tracker, che include il monitoraggio ed il controllo remoto consentendo un'integrazione invisibile con i sistemi di supervisione e acquisizione dati delle centrali''. Oggi SunPower dispone di oltre 200 megawatt di centrali solari funzionanti in tutto il mondo, inclusa la maggiore centrale fotovoltaica italiana da 24 megawatt a Montalto di Castro. All'inizio del mese SunPower ha annunciato la firma di un accordo definitivo per l'acquisizione di SunRay Renewable Energy, uno dei maggiori sviluppatori europei di centrali fotovoltaiche con sedi in Europa e Medio Oriente, incluso un ufficio progettazione a Roma. Alla chiusura delle trattative, SunPower acquisira' progetti di impianti fotovoltaici per oltre 1.200 Mw in Italia, Israele, Francia, Spagna, Regno Unito e Grecia.
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L’UNIVERSITÀ DI UDINE LANCIA LO “SPECCHIO LINEARE”, UN INNOVATIVO IMPIANTO SOLARE
Lo “specchio lineare” è un sistema inventato all’Università di Udine per lo sfruttamento dell’energia solare e per produrre energia pulita, pronto per essere industrializzato e commercializzato. La macchina è una novità nel settore dei sistemi termodinamici e delle tecnologie pulite ed è in grado di produrre una quantità di energia da due a tre volte superiore rispetto a quella di un impianto solare classico (fotovoltaico o pannelli solari) di pari dimensioni e costi. Inoltre, potrà svolgere assieme le funzioni attualmente svolte separatamente da pannelli solari e impianti fotovoltaici: produrre elettricità e fornire calore. Il primo impianto di specchi lineari è stato presentato alle officine meccaniche Ocsam di Basaldella di Campoformido, in provincia di Udine, che hanno contribuito a realizzarlo. Un prototipo di specchio lineare è già stato commissionato dalla Regione Friuli Venezia Giulia. Il prodotto è destinato a privati (utenze familiari e condominiali), utenze pubbliche (enti, scuole, ospedali, piscine, ecc.), utenze industriali, imprese agricole per il riscaldamento delle serre, società di produzione di energia elettrica. L’impianto è un insieme di specchi piani in alluminio, da 20 a 50, montati su un sistema di assi e leve che li inclinano tramite due piccoli servomotori in modo da catturare i raggi solari durante tutto l’arco della giornata su un’unica superficie ricevente. Lo specchio lineare, convogliando i raggi solari su un collettore, è in grado di riscaldare l’acqua fino a circa 100 gradi anche in inverno e di utilizzare fluidi termovettori, come oli sintetici, per raggiungere temperature superiori ai 200 gradi. Può essere collegato con impianti di riscaldamento o condizionamento e con tutti i cicli produttivi in cui siano richieste fonti di calore. L’impianto, grazie alla sua modularità di costruzione, può essere adattato a varie richieste energetiche e produrre da 4 a 8 chilowatt. La macchina può essere installata su terreno o su qualsiasi superficie architettonica piana (tetti di abitazioni, attività commerciali, capannoni).
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ACCORDO PROVINCIA DI TRENTO - TERNA PER INVESTIMENTI SULLA RETE
Investimenti per 17 milioni di euro, un terzo del totale previsto in territorio provinciale: via dai centri abitati circa 20 km di linee elettriche esistenti e 85 sostegni e più sicurezza, qualità ed efficienza del sistema elettrico dell’area. Lorenzo Dellai e Luigi Roth, Presidente della Provincia Autonoma di Trento e Presidente di Terna, la società responsabile dello sviluppo della rete elettrica di trasmissione nazionale, hanno siglato un importante Accordo programmatico per lo sviluppo sostenibile della rete elettrica nella Provincia. Il Protocollo è stato firmato anche dalle amministrazioni comunali di Trento, Civezzano e Pergine Valsugana, e da SET Distribuzione. L’intesa riguarda un intervento di razionalizzazione delle rete elettrica a 132 kV nell’area di Trento Sud con l’obiettivo di allontanare dai centri urbani gli elettrodotti esistenti e di potenziare la rete aumentando sicurezza, qualità ed efficienza del servizio elettrico della città di Trento. L’investimento è pari a 17 milioni di euro, circa un terzo del totale degli investimenti di Terna nella Provincia, in linea con il Piano di Sviluppo. Il progetto prevede, in particolare: demolizione di circa 20 km di vecchie linee elettriche, per complessivi 85 tralicci, oggi presenti nel tessuto urbano di Trento Sud (10,5 km) e in quello di Civezzano e Pergine Valsugana (9,2 km), con una significativa riduzione dell’impatto urbanistico. Notevoli i benefici anche per l’ambiente: l’opera consentirà infatti una riduzione delle perdite di rete per circa 14 milioni di kWh/anno, con conseguente diminuzione di emissioni di CO2 per oltre 6 mila tonnellate l’anno; realizzazione di circa 18 km di nuovi elettrodotti aerei a 132 kV e 220 kV, e di 3,2 km di linee elettriche interrate a 132 kV.
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ENDESA, PEGGIORANO GLI UTILI 2009
Peggiorano i conti di Endesa, l’utility controllata da Enel che nei giorni scorsi ha annunciato un declino del 52,2% negli utili 2009 a 3,43 miliardi di euro, su ricavi cresciuti del 12,5% a 25,7 miliardi. Endesa ha sottolineato che, escludendo l’impatto della vendita di asset alla tedesca E.On in giugno (4,78 miliardi di euro il valore dell’operazione), i profitti sarebbero in realtà migliorati dell’1% rispetto al 2008. Nei conti 2009 vanno considerate anche le entrate generate dalla dismissione di attività verso la connazionale Acciona per 1,04 miliardi di euro. Da un punto di vista geografico, Spagna e Portogallo hanno contribuito per 2,75 miliardi di euro agli utili, con un progresso del 24,9% rispetto al 2008, mentre i 671 milioni dell’America Latina rappresentano un incremento del 32,6% anno su anno. L’ouput dell’energia elettrica è calato dell’8,5% nell’anno. Endesa, che pagherà un dividendo finale di 0,53 euro per azione (dopo quello ad interim di 0,50 euro in febbraio), presentando i conti ha affrontato anche la questione della vendita di asset. Il chief executive officer Andrea Brentan ha sottolineato che mentre la cessione della distribuzione elettrica va avanti, non è iniziato alcune processo di dismissione per quella del gas.
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È NATO “GASOLARE”, GRUPPO D’ACQUISTO FOTOVOLTAICO IN EMILIA-ROMAGNA
Non solo frutta e verdura biologica, detersivi ecologici e prodotti di uso quotidiano: ora i gruppi d’acquisto nascono anche per spendere meno sulle bollette dell’energia. In Emilia-Romagna, per esempio, le famiglie si sono organizzate in un gruppo di acquisto per ottenere migliori condizioni d’installazione degli impianti solari sui tetti di casa. Il progetto si chiama “Gasolare”, riunisce 250 famiglie ed è il primo gruppo di acquisto regionale di impianti fotovoltaici che vuole anche facilitare l’iter per l’installazione e la selezione dei fornitori (ditte installatrici e banche) in base a criteri economici e qualitativi. Il bando lanciato dal gruppo è stato vinto da Eticredito, che ha fatto la migliore offerta di finanziamento per gli impianti fotovoltaici. “La nostra banca nasce per favorire chi investe, e tutelare l’ambiente è uno degli obiettivi che ci siamo proposti fin dalla nascita”, commenta Alberto Roccati, amministratore delegato di Eticredito. “Specializzarci nel settore del fotovoltaico è stata una scelta naturale - prosegue Roccati, - già a oggi abbiamo finanziato 68 impianti green grazie al Prestito solare, un finanziamento nato proprio sulle esigenze delle famiglie che intendono produrre energia pulita”.
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TEMPO DI BILANCI PER SORGENIA: NEL 2009 UTILE NETTO DI 66,9 MILIONI (+0,3%)
Sorgenia chiude il 2009 con un utile netto di 66,9 milioni di euro, sostanzialmente stabile rispetto all’esercizio precedente (+0,3%). La società del gruppo Cir attiva nell’energia registra un Ebitda di 117,8 milioni, in calo del 37,9% su base annua. In diminuzione del 4,4% i ricavi, che si attestano a 2.325,8 milioni. L’indebitamento finanziario netto consolidato a fine 2009 ammontava a 1.341 milioni di euro, rispetto a 1.183,5 milioni di euro di fine settembre dello scorso anno.
IN GERMANIA TAGLI AI SUSSIDI PUBBLICI AL SOLARE
La Germania si prepara a ridurre i sussidi per la produzione di energia solare per evitare una saturazione del mercato e porre un freno alla spesa. Il governo della cancelliera Angela Merkel (Cdu), infatti, esaminerà nei prossimi giorni un disegno di legge che mira a ridurre del 15% gli incentivi garantiti dallo Stato per questo tipo di energia.Inoltre, Berlino ridurrà del 16% i prezzi dei pannelli solari installati sui tetti e dell’11-15% quelli dei pannelli installati a terra. La misura punta anche a ridurre il numero di impianti solari installati nei terreni agricoli, spesso acquistati da investitori privati solo per questo scopo, a danno degli agricoltori. “L’obiettivo è ridurre un incentivo eccessivo senza ostacolare la crescita dell’energia verde”, ha sintetizzato Peter Altmaier, un esponente della Cdu. La legge tedesca prevede da anni un calo graduale dei prezzi garantiti dallo Stato ai proprietari di pannelli solari che rivendono la loro elettricità, ma già il mese scorso il governo aveva annunciato che avrebbe accelerato questa riduzione. Anche contro il parere degli ambientalisti e dei produttori di pannelli fotovoltaici.
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LA PROCURA DI MILANO RICORRE IN CASSAZIONE PER INTERDIRE LE ATTIVITÀ DI ENI E SAIPEM IN NIGERIA
La procura di Milano ha presentato ricorso in Cassazione contro il no del tribunale di Milano alla richiesta di interdizione per Eni e Saipem a trattare con alcune società nigeriane. La richiesta avanzata dai pm, Fabio De Pasquale e Sergio Spadaio, era stata rigettata dal Gip, Mariolina Panasiti, e ora la procura si è rivolta alla Cassazione per ribaltare la decisione del giudice. L’inchiesta milanese ipotizza il reato di corruzione internazionale sull’eventuale quota di pertinenza della ex Snamprogetti, ora in Saipem (gruppo Eni), degli oltre 180 milioni di dollari di tangenti pagate dal consorzio internazionale Tskj (formato dalla statunitense Kbr, dalla giapponese Igc, dalla francese Technip e dall’italiana Snamprogetti) a esponenti politici e dirigenti nigeriani dal 1994 al 2004 per assicurarsi appalti sul gas da 6 miliardi di dollari. Eni ha già ribadito che all’epoca dei fatti aveva adottato le procedure di controllo necessarie e che sta cooperando con le autorità competenti. Nel contrastare la tesi secondo la quale le misure d’interdizione non si possono utilizzare per il reato di corruzione internazionale, De Pasquale cita uno scritto del giudice Tommaso Epidendio, estensore dell’ordinanza. Nel merito del ricorso il pm spiega: “Se fosse esatta l’interpretazione data dall’ordinanza saremmo di fronte a un autentico paradosso. L’esecuzione degli obblighi interdittivi previsti dalla convenzione Ocse sarebbe stata disattesa dal nostro paese proprio nel punto più sensibile che riguarda le sanzioni a carico delle imprese per la corruzione internazionale”. Sempre secondo De Pasquale, Gip e Tribunale del riesame sbagliano nel considerare la corruzione internazionale cosa diversa dalla corruzione domestica. “E la circostanza che sia punito solo il corruttore è ovvia perché riguarda la territorialità della giurisdizione”, è la conclusione di De Pasquale. Secondo il professor Angelo Giarda, difensore di Eni e Saipem, sull’intera vicenda vi sarebbe invece totale carenza di giurisdizione da parte dell’Italia. Va ricordato, infine, che la sanzione interdittiva era stata chiesta dal pubblico ministero anche al fine di interrompere il decorso della prescrizione. Adesso sarà la Cassazione a decidere sul punto e anche del futuro dell’inchiesta sulle presunte tangenti pagate ai politici nigeriani.
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VERTICE DEI PAESI DELL’EUROPA DELL’EST. OBIETTIVO: LA SICUREZZA ENERGETICA
Vertice dei paesi centro europei a Budapest per elaborare una politica energetica comune. I paesi del gruppo di Visegrad (V4: Ungheria, Polonia, Repubblica Ceca, Slovacchia), con presidenza di turno dell’Ungheria, hanno invitato Austria, Slovenia, Croazia, Serbia, Bosnia, Romania e Bulgaria con lo scopo di aumentare la sicurezza energetica della regione, costruendo vie alternative per l’approvvigionamento del gas metano. I paesi invitati erano rappresentati dai rispettivi premier. Presenti anche rappresentanti della Commissione europea e dell’Agenzia internazionale dell’energia. In una dichiarazione comune, i partecipanti hanno sottolineato la volontà di collaborare nella costruzione di vie alternativa di forniture gas. Attualmente, i paesi V4 sono riforniti di gas russo attraverso l’Ucraina. Secondo i piani, un triangolo nuovo potrà aumentare la sicurezza energetica nella regione: il gasdotto Nabucco dall’est, un terminale di trasformazione di gas liquido al nord, in Polonia, e un terminale uguale in Croazia al sud. Gasdotti di congiunzione saranno costruiti fra i paesi della regione, anche con fondi europei, per aumentare la capacità di forniture in caso di emergenza, come due anni fa in Ucraina. “Bisogna costruire nuovi terminali, trovare nuove fonti di gas, e costruire un corridoio nord-sud per aumentare la sicurezza e la capacità di aiuto mutuo”, ha detto il premier ungherese Gordon Bajnai. La dichiarazione sottolinea l’importanza della cooperazione fra le compagnie di trasporto gas e della realizzazione di un mercato di concorrenza per poter diminuire i prezzi del gas.
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ENTRO IL 2013 ANCHE LA BOSNIA AVRÀ IL SUO PRIMO IMPIANTO EOLICO
Entro il 2013 la Bosnia-Erzegovina avrà la sua prima centrale eolica. La banca tedesca per lo Sviluppo (KfW) ha infatti siglato un accordo con il ministero delle Finanze bosniaco e la società per la produzione e la distribuzione di energia elettrica Elektroprivreda Hz Hb per la concessione di un prestito di 72 milioni di euro per la realizzazione di un impianto eolico che avrà una potenza installata di due megawatt. Situata nelle vicinanze della città di Tomislavgrad, scrive l’Ice di Sarajevo, la centrale Mesihovina, sarà in grado di produrre circa 128,5 GW/h di energia elettrica l’anno. Con la messa in funzione di questo impianto, la produzione annua della società Elektroprivreda Hz Hb dovrebbe aumentare del 10%.
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LEGA NORD: “SERVONO PIÙ AMBITI TERRITORIALI PER IL GAS”
Servono un maggior numero di ambiti territoriali rispetto a quelli che sarebbero previsti nella bozza di decreto per favorire la concorrenza nel settore della distribuzione del gas. Ad affermarlo è la Lega Nord che ha presentato nei giorni scorsi un’interrogazione a risposta in commissione Attività produttive della Camera - primo firmatario Giovanni Fava - destinata al ministero dello Sviluppo economico. Nell’imminenza dell’avvio della stagione delle gare, scrivono i deputati della Lega, “sembrerebbe che il ministero dello Sviluppo economico stia lavorando a una bozza di decreto per la definizione dei cosiddetti ambiti territoriali ottimali che ad avviso degli interroganti va in senso contrario rispetto ai principi della liberalizzazione, del libero mercato e della reale concorrenza imposti dall’Unione europea”. La bozza di decreto in questione, rilevano, “non solo dovrebbe prevedere, al di fuori di qualsivoglia evidenza scientifica ed economica, un numero ridotto di ambiti, solo 129 a fronte 6.500 gestioni attuali, ma oltretutto li indicherebbe sul territorio nazionale in maniera tale da favorire solo pochissimi operatori e per di più individuabili, già presenti in maniera rilevante in buona parte delle province italiane, garantendo di fatto solo a tali soggetti di potersi aggiudicare le relative gare”. In un simile contesto, pertanto, sottolineano i deputati leghisti, “non è davvero pensabile che proprio nel momento in cui l’Ue impone la massima liberalizzazione del mercato per garantire al settore maggiore trasparenza e concorrenza vengano adottati dei provvedimenti normativi che, contrariamente agli obiettivi dichiarati, pongano le basi per un sistema caratterizzato da un evidente oligopolio, i cui effetti, anche sul piano della tutela dei consumatori, dell’efficienza e della qualità del servizio sono facilmente intuibili”. Pertanto i deputati della Lega invitano il ministro interrogato “a fornire spiegazioni”.
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ITALGAS NOMINA PAOLO MOSA AMMINISTRATORE DELEGATO
Paolo Mosa è il nuovo amministratore delegato di Italgas. Lo ha nominato il consiglio di amministrazione della società del gruppo Snam Rete Gas riunitosi a Torino. Ingegnere meccanico, Mosa ha trascorso la sua carriera in Snam, poi in Snam Rete Gas, fino a ricoprire il ruolo di direttore Sviluppo e commerciale con l’incarico di mantenere i rapporti con l’Autorità per l’energia elettrica e il gas. Ha sviluppato una profonda conoscenza dei business regolati nel settore del gas naturale, sia a livello nazionale che europeo. Il cda ha quindi ringraziato per la preziosa collaborazione e i risultati conseguiti Domenico Elefante, che lascia Italgas per assumere altri incarichi in ambito Eni.
LA GIUNTA DI BASTIA UMBRA METTE A GARA IL GAS
La giunta comunale di Bastia Umbra, in provincia di Perugia, mette a gara il servizio di distribuzione del gas metano. Il “pubblico incanto” andrà all’offerta economicamente più vantaggiosa e affiderà la gestione del servizio pubblico di distribuzione del gas nel territorio comunale per un periodo di 12 anni. Spiega il comune umbro in una nota: “La normativa vigente detta regole precise circa la separazione dell’attività di vendita dall’attività di manutenzione, distribuzione e gestione della rete del gas-metano. L’attività di vendita è regolata dalle leggi del libero mercato, per cui ogni utente può acquistare il gas metano stipulando contratti di somministrazione con qualunque società venditrice operante nel settore. Per l’altra attività, la distribuzione del gas con tutti i servizi connessi (manutenzione ordinaria e straordinaria, gestione della rete, e così via), sono gli enti proprietari della rete che devono provvedere, tramite una procedura aperta, ad affidarla a idonea società sulla base delle normative vigenti e di uno specifico capitolato d’oneri e specifiche tecniche”. Il bando di gara è già stato pubblicato sulla “Gazzetta ufficiale” dell’Unione europea, mentre l’estratto di gara è nella “Gazzetta ufficiale” della Repubblica Italiana del 15 febbraio 2010. L’asta pubblica è stata fissata e avrà luogo il giorno 12 aprile 2010 nella residenza municipale di Bastia. Il termine ultimo per la presentazione delle offerte è fissato per l’8 aprile 2010.
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MULTA DA 21 MILIONI DI DOLLARI AL CONSORZIO BG+ENI IN KAZAKISTAN
Un tribunale del Kazakistan ha comminato una multa di 21 milioni di dollari al consorzio internazionale che sta sviluppando il giacimento di gas in Karachaganak, guidato da Bg ed Eni. Il governo kazako e gli operatori nel campo del Karachaganak sono in trattative sin dall’anno scorso, dopo che le società hanno accusato il governo di avere aumentato le imposte. Karachaganak è il principale produttore di gas del paese e detiene enormi riserve di gas condensato. Ora è arrivata la mossa del tribunale regionale che ha multato le società presenti nel campo per violazioni ambientali che risalirebbero al 2008. La società statale KazMunaiGas è interessata rilevare una quota nel campo.
RIGASSIFICATORE TRIESTE: DAL TAR DEL FRIULI AL TAR DEL LAZIO
Spetta al Tar del Lazio la verifica della legittimità del decreto di Via (Valutazione di impatto ambientale) del rigassificatore di Trieste. Lo ha spiegato il presidente del Tar del Friuli Venezia Giulia, Saverio Corasaniti, a margine dell’inaugurazione dell’anno giudiziario. La decisione del tribunale amministrativo sui quattro ricorsi contro il decreto di Via è stata dunque già presa ma non ancora depositata, come hanno confermato, interpellati, i legali dei ricorrenti. I ricorsi, con i quali è stato impugnato il decreto del ministero dell’Ambiente sull’impianto di rigassificazione che Gas natural vuole costruire a Trieste, sono stati presentati negli scorsi mesi e discussi nell’udienza del 10 febbraio dai Comuni di Muggia (Trieste), San Dorligo della Valle (Trieste) e Capodistria (Slovenia), insieme all’associazione ambientalista Greenaction transnational. La decisione del Tar segue le disposizioni della legge 99 del 2009, che attribuisce al Tribunale amministrativo per il Lazio tutte le controversie concernenti impianti energetici, tra cui i rigassificatori.
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SARÀ CROTONE LA SEDE OPERATIVA DI IONICA GAS
Cinque concessioni per pozzi offshore e due permessi per nuove esplorazioni. Ma anche due centrali che separano il metano dall’acqua, con una produzione di gas del 16-18% circa della produzione nazionale di gas metano (2,4 milioni di metri cubi). È questo, come leggiamo su “Il Crotonese”, il patrimonio della società Ionica gas spa alla quale l’Eni, che la controlla al 100%, ha conferito capacità economico-finanziarie, pozzi, personale e tutte le attività detenute in Calabria (che in prevalenza sono a Crotone) nell’ambito del “processo di riorganizzazione e razionalizzazione delle attività di ricerca e produzione di idrocarburi in Italia”. Processo che permetterà al “cane a sei zampe” una gestione “decentralizzata con una presenza più focalizzata sul territorio”. La sede operativa sarà a Crotone, con il presidente e l’amministratore delegato che seguiranno l’attività sul posto. Mentre rimane a Ortona, in provincia di Chieti, quella legale che accoglie una ventina di dipendenti. Al contrario di altre due società alle quali sono state conferite le attività analoghe di centro e nord Italia, Eni non ha intenzione di mettere in vendita Ionica gas. Lo ha ribadito il direttore della Regione sud Europa, divisione Esplorazione e produzione, della società petrolifera, Giuseppe Tannoia, intervenuto alla presentazione ufficiale della nuova società.
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LA CROAZIA ENTRA NEL PROGETTO SOUTH STREAM
Il governo russo e quello croato hanno siglato un accordo intergovernativo per l’ingresso della Croazia nel progetto del gasdotto South Stream. Il gasdotto, che dovrebbe essere completato nel 2015, porterà gas naturale dalla Russia all’Europa attraverso il Mar Nero. L’impianto dovrebbe trasportare 63 miliardi di metri cubi di gas ogni anno. Il primo ministro croato ha spiegato che con l’accordo nasce una joint venture paritetica che fornirà anche gas alla Croazia.
IN ARRIVO 200 MILIONI DI EURO DALLA UE PER IL PROGETTO DEL NABUCCO
La Commissione europea ha assegnato un finanziamento di 200 milioni di euro per il progetto di gasdotto Nabucco, nell’ambito del pacchetto di misure anticrisi nel settore energetico lanciato nei giorni scorsi dal commissario all’energia Günther Oettinger a Bruxelles. Un progetto su cui “la decisione definitiva deve essere presa entro l’anno”. Nelle prossime settimane, ha annunciato Oettinger, l’Ue organizzerà una conferenza sul tema: “se vogliamo tutelare gli interessi europei - ha detto - dobbiamo andare avanti con il Nabucco. Con questo finanziamento abbiamo posto una pietra miliare di questo progetto prioritario per l’Unione”. Nell’integrazione con gli altri importanti gasdotti, quello europeo potrà, secondo Oettinger, “portare un valore aggiunto positivo” e inoltre “ridurre la doppia dipendenza dell’Europa: dal punto di vista tecnico e per il fatto di avere un solo Paese fornitore”.
BEH EDISON, BEH E DEPA: INTESA PER LA COSTRUZIONE DEL GASDOTTO GRECIA-BULGARIA
Edison compie un nuovo passo nella sua strategia internazionale: Beh (Bulgarian energy holding) e Igi Poseidon, joint venture paritetica tra Edison e Depa (la società pubblica del gas in Grecia), hanno sottoscritto l’intesa per la realizzazione del nuovo gasdotto tra il Paese ellenico e la Bulgaria. Dopo le approvazioni formali, verrà dato avvio alle attività di ingegneria propedeutiche alla costruzione del gasdotto Igb (Interconnector Greece-Bulgaria) che trasporterà nuovo gas dal Corridoio sud verso la Bulgaria e i Paesi balcanici. Gli investimenti previsti sono di 140 milioni di euro, con la possibilità di accesso a fondi Ue per circa 45 milioni. L’entrata in funzione del metanodotto è prevista nel 2013.
GAS NATURAL FA I CONTI: PIÙ 55% NEL 2009
Gas natural presenta i risultati del 2009. E conferma con i dati la crescita e l’aumento della redditività delle attività in Italia rispetto alla chiusura del 2008: +55,6% è il risultato del gruppo nel nostro paese, con un Ebitda di 56 milioni di euro. E per il rigassificatore di Trieste, l’azienda catalana confida di concludere il “permitting” a fine 2010.
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